Vannacci attacca la Fondazione Cecchettin: 'Non voglio per mio figlio un'educazione femminista'
Il leader di Futuro Nazionale pubblica un video che contesta programmi educativi 'transfemministi' nelle scuole di Toscana, Puglia e Veneto.
Il leader di Futuro Nazionale Roberto Vannacci ha pubblicato sui social un video in cui attacca la Fondazione Giulia Cecchettin, sostenendo di non volere per suo figlio un'educazione 'femminista' e invitando i genitori a opporsi ai materiali e ai percorsi didattici coinvolti. Il filmato, rilanciato dal profilo YouTube 'Back to Reason movement' e riportato dall'Agenzia Dire, contesta interventi formativi rivolti ai bambini delle scuole dell'infanzia e primarie in Toscana, Puglia e Veneto.
Dettagli del video
Nel video si afferma che il programma contestato sarebbe una "full immersion" nel mondo 'transfemminista', finalizzata a 'decostruire i cosiddetti stereotipi di genere' e a 'rieducare' i minori da 0 a 12 anni. Vannacci riporta, tra gli argomenti indicati, la 'costruzione del genere maschile', le 'gabbie della maschilità' e l'educazione alla sessualità; viene inoltre segnalata la presenza di insegnanti maschi come una sorta di 'quota blu' per non risultare discriminatori. I passaggi citati dal video pongono al centro la critica a ciò che viene descritto come un presunto fanatismo femminista che marchierebbe gli uomini come intrinsecamente violenti.
Appelli e richieste
Nel messaggio pubblico Vannacci rivolge domande ai genitori, chiedendo se "è davvero questo quello che volete per i vostri figli" e sollecita che i materiali didattici siano "scientificamente approvati" e non propaganda. Il leader dichiara inoltre di non riconoscere studi empirici che dimostrino che la violenza abbia un solo genere e annuncia l'intenzione di "tenere fuori dalle scuole le teorie antiscientifiche" e di criticare associazioni che ritiene "intoccabili". Tra le richieste c'è anche l'insegnamento volto a rappresentare la violenza come fenomeno che colpisce sia uomini che donne.
Fonte e riscontri
Il filmato è disponibile sul profilo YouTube indicato e la notizia è stata ripresa dall'Agenzia Dire; nell'articolo originale non sono riportate repliche o commenti della Fondazione Giulia Cecchettin né altre conferme indipendenti sulle attività descritte. Al momento non risultano comunicati ufficiali né da parte della fondazione citata né da istituzioni scolastiche regionali nell'articolo di riferimento.
Contesto del dibattito
La vicenda si inserisce nel più ampio dibattito pubblico sulle politiche di genere e sui programmi educativi nelle scuole italiane, tema che in passato ha generato contestazioni e richieste di chiarezza da parte di genitori, associazioni e forze politiche. Dalla segnalazione riportata emergono richieste di trasparenza sui contenuti e di una verifica scientifica dei materiali utilizzati nelle attività rivolte ai minori.
Stato attuale
Dai contenuti pubblicati emerge una mobilitazione comunicativa e un invito all'azione rivolto ai genitori, ma non è al momento chiaro se siano state avviate procedure formali, se le attività contestate siano effettivamente svolte nelle scuole indicate o quale sarà la prossima mossa delle istituzioni competenti. Restano aperte le verifiche sui fatti e la richiesta di chiarimenti da parte degli attori coinvolti.
Fact Check
Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.
Fonte:
Verificato il: 13 settembre 2026