Venezia, riparte il protocollo sul 'tetto' agli studenti stranieri: FdI chiede strumenti operativi

Il protocollo del 2018 indicava il 30% di alunni di origine migratoria per classe; Fratelli d'Italia sollecita attuazione e linee guida uniformi.

A cura di Redazione Redazione
21 settembre 2026 16:04
Notizia verificata · Fonte: dire.it · Vedi fonti
Venezia, riparte il protocollo sul 'tetto' agli studenti stranieri: FdI chiede strumenti operativi -
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A Venezia si riapre il dibattito sul cosiddetto «tetto» di studenti di origine straniera nelle classi: Fratelli d'Italia rilancia l'appello ad attuare il protocollo siglato nel 2018 e chiede strumenti concreti per evitare concentrazioni scolastiche. Il riferimento operativo del protocollo era un 30% di alunni di origine migratoria per classe, con le deroghe previste dalla normativa e una fase iniziale più flessibile.

Secondo la consigliera regionale Laura Besio, che riprende le dichiarazioni del governo dopo gli interventi del presidente del Consiglio Giorgia Meloni alla festa di Gioventù Nazionale, la questione non è solo di principi ma di applicazione pratica: «Le regole da sole non bastano. Nel corso degli anni non sono mancate difficoltà applicative e organizzative», afferma Besio, ex assessore alle Politiche educative del Comune di Venezia.

Il protocollo del 2018 — sottoscritto da Comune, Prefettura, Regione e Ufficio scolastico regionale — mirava a favorire un'accoglienza equilibrata, sostenere l'apprendimento dell'italiano e prevenire la concentrazione eccessiva in alcune scuole. Fonti locali ricordano però come, tra vincoli normativi e problemi organizzativi, l'attuazione pratica sia risultata spesso disomogenea.

Besio avverte che l'obiettivo del protocollo non è creare classi separate ma garantire classi integrate e bilanciate: «Non vogliamo cancellare le differenze, vogliamo impedire che le differenze diventino separazione. Ma se vogliamo tutto ciò dobbiamo mettere le istituzioni nelle condizioni di distribuire gli alunni in maniera equilibrata». Per realizzarlo, secondo la meloniana, servono strumenti organizzativi e indicazioni chiare per dirigenti scolastici e istituzioni.

Sullo stesso fronte Besio indica un lavoro con l'assessore regionale Valeria Mantovan per rivedere i criteri di formazione delle classi, compresi i numeri minimi necessari alla costituzione dei corsi. «Se vogliamo una distribuzione più equilibrata degli studenti, dobbiamo avere strumenti che la rendano concretamente possibile, soprattutto nei territori dove la composizione demografica è profondamente cambiata», dice.

Allegate alla discussione sulle percentuali di presenza straniera ci sono anche questioni di ordine, decoro e sicurezza a scuola: Besio richiama il dibattito sulle circolari dirigenziali che richiamano gli studenti al rispetto del corretto abbigliamento e cita la necessità di una posizione chiara su burqa e hijab in aula. Secondo la consigliera, non si può demandare ai soli dirigenti scolastici la gestione di questioni che hanno una evidente dimensione educativa, culturale e talvolta di sicurezza.

La proposta lanciata da Fratelli d'Italia prevede quindi non solo un richiamo al principio percentuale, ma anche la costruzione di un quadro operativo uniforme: linee guida nazionali, supporto organizzativo alle scuole e misure per favorire l'apprendimento dell'italiano tra le famiglie interessate. Sul piano politico resta da vedere come verranno declinate tali indicazioni a livello nazionale e come saranno recepite dalle istituzioni locali e dall'Ufficio scolastico.

L'articolo è tratto dall'agenzia Dire e riprende le posizioni pubbliche rese nelle ultime ore su un tema destinato a incidere sulle politiche educative e sull'integrazione nelle scuole del territorio veneziano e regionale.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 21 settembre 2026

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