Allarme prezzi alla pompa: nel Regno Unito il diesel supera £2/l, l'Europa guarda alla «petro-diplomazia»
Il diesel nel Regno Unito oltre le 2 sterline al litro; G7 e i governi europei valutano rilasci di scorte e azioni diplomatiche per contenere i costi.
Per la prima volta il prezzo medio del diesel nel Regno Unito ha superato la soglia psicologica delle 2 sterline al litro, alimentando un'ondata di preoccupazione per i costi alla pompa in tutta Europa. Governi e mercati osservano con attenzione, mentre emergono proposte diplomatica e interventi sulle scorte strategiche.
Secondo i dati diffusi dalla RAC, l'associazione britannica degli automobilisti, e riportati dal Guardian, la media mattutina ha superato il record precedente di 199,09 pence al litro registrato nel giugno 2022. Rispetto alla fine di febbraio, quando il diesel costava 142,38 pence al litro, l'incremento è del 40,5%; un pieno da 55 litri vale oggi 110,01 sterline, cioè 31,70 sterline in più rispetto al 28 febbraio.
Alla base dei rincari c'è il riaccendersi delle tensioni in Medio Oriente e il timore sui flussi di approvvigionamento: le minacce da parte dell'amministrazione statunitense di imporre un divieto alle esportazioni di gasolio hanno acuito le preoccupazioni, considerando che il Regno Unito dipende in larga misura dalle importazioni di diesel.
I mercati però registrano segnali contrastanti: il Brent è sceso del 2,7% a 99,54 dollari al barile, mentre il prezzo all'ingrosso del gasolio in Europa ha mostrato una flessione marcata. Secondo il Financial Times, il contratto future di riferimento per il gasolio ha perso quasi il 6%, una dinamica in parte riconducibile alle pressioni internazionali per l'immissione sul mercato delle scorte nazionali.
Sul fronte politico, il presidente francese Emmanuel Macron ha presieduto una videoconferenza con gli altri leader del G7 per discutere possibili misure sui mercati dei prodotti petroliferi e raffinati, tra cui l'utilizzo coordinato delle riserve strategiche. L'iniziativa riflette la crescente urgenza di misure concertate per stabilizzare i prezzi e proteggere consumatori ed economie nazionali.
In questo contesto, diversi osservatori europei guardano al cosiddetto "modello Meloni", descritto come una forma di petro‑diplomazia: il ricorso alla diplomazia diretta e a contatti internazionali per garantire forniture e mitigare gli impatti sui prezzi. Il riferimento indica la ricerca di soluzioni diplomatiche e strategiche, piuttosto che misure esclusivamente di mercato.
L'impennata dei prezzi mette sotto pressione i bilanci familiari e le decisioni politiche: aumentano le richieste di interventi temporanei come sgravi fiscali sui carburanti, sussidi mirati o il rilascio coordinato delle scorte. Restano aperte le domande su tempi, entità e conseguenze di eventuali interventi statali a fronte di mercati volatili.
Mentre i governi europei valutano misure immediate e strategie a medio termine, la situazione resta fluida: mercati, consumatori e decision maker internazionali attenderanno nelle prossime ore e giorni ulteriori segnali sul prezzo del petrolio, sulle politiche di esportazione degli Stati Uniti e sulle eventuali aperture diplomatiche dei Paesi produttori.
Fact Check
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Verificato il: 02 ottobre 2026