Bonometti (OMR): “In Europa servono scelte concrete per salvare l’automotive”
Al Forum Automotive di Milano Bonometti avverte: produzione in calo, elettricità cara e Cina in crescita; servono politiche europee e riqualificazione.
Al Forum Automotive tenutosi presso l'Automobile Club Milano, il presidente di Omr Automotive, Marco Bonometti, ha lanciato un appello per scelte politiche concrete a sostegno del settore. Secondo il manager, i numeri mostrano un quadro di forte criticità per l'industria dell'auto in Europa e in Italia: senza interventi mirati la produzione rischia di trasferirsi altrove.
Dati e trend citati
Bonometti ha dichiarato che dal 2019 l'Europa ha prodotto 3,7 milioni di veicoli in meno e che in Italia la produzione si è quasi dimezzata. Ha aggiunto che i marchi cinesi sono passati dal 2% al 10% del mercato europeo. Questi dati sono stati portati come premessa per sottolineare come le decisioni regolatorie e i costi industriali abbiano inciso sulla competitività del continente.
Il nodo energia
Un punto centrale dell'intervento è stato il costo dell'energia: in Italia, ha detto Bonometti, l'elettricità costa circa 115 euro/MWh contro i 61 euro/MWh della Francia. Per il presidente di Omr, non si può chiedere all'industria di elettrificare la produzione e poi imporre il prezzo dell'energia più alto d'Europa.
Transizione tecnologica e regole di mercato
Sulla transizione ambientale Bonometti è stato netto: l'obiettivo ambientale non è in discussione, ma lo è il metodo. Ha sostenuto che le regole europee hanno creato condizioni in cui la quota di mercato è stata conquistata dalla Cina. Ha citato previsioni secondo cui per il 2030 servirebbe l'80% di auto elettriche, mentre le stime attese sarebbero intorno al 40%, osservando che così si finisce per «programmare le multe» invece che gestire una transizione equilibrata. La sua proposta è una vera neutralità tecnologica con misurazioni delle emissioni sull'intero ciclo di vita del veicolo.
Proposte per la politica industriale
Tra le richieste illustrate, Bonometti ha indicato l'introduzione di un vincolo sul 70% di componenti europei per l'accesso agli incentivi: «non è protezionismo, è buon senso», ha affermato, precisando che il calcolo deve essere sul valore reale e applicato a tutti. Sui dazi ha detto che possono essere utili, ma da soli non costituiscono una politica industriale completa: chi produce e vende in Europa deve avere gli stessi obblighi.
Lavoro, cuneo fiscale e burocrazia
Sul fronte occupazionale Bonometti ha sottolineato che il problema non sono i soli salari, ma ciò che grava sui salari. Ha chiesto un taglio strutturale del cuneo fiscale e la creazione di un fondo per la riqualificazione dei lavoratori oggi impiegati nei motori tradizionali, con l'obiettivo di formare e accompagnare i dipendenti piuttosto che lasciarli perdere. Ha infine indicato la burocrazia e l'incertezza normativa come ostacoli agli investimenti: «con regole che cambiano a ogni legislatura non investe nessuno», ha osservato.
Bonometti ha concluso avvertendo che queste richieste non sono particolaristiche ma rappresentano le condizioni minime per continuare a investire, produrre e assumere in Europa. Senza scelte chiare, ha detto, l'Europa rischia di diventare soltanto un mercato di acquisto di auto e non più un luogo di produzione.
Fonte: intervento di Marco Bonometti al Tavolo di Forum Automotive, Automobile Club Milano. Tutte le dichiarazioni e i numeri riportati nel pezzo sono stati attribuiti al presidente di Omr Automotive durante il suo intervento.
Fact Check
Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.
Fonte:
Verificato il: 13 ottobre 2026