Cagliari, Corte d'Appello 'assolve' l'uso dell'IA in una sentenza: Anf denuncia doppio standard

La Corte respinge l'impugnazione nonostante l'uso evidente di IA; l'Anf parla di disparità rispetto alle stigmatizzazioni rivolte agli avvocati.

A cura di Redazione Redazione
10 ottobre 2026 12:04
Notizia verificata · Fonte: dire.it · Vedi fonti
Cagliari, Corte d'Appello 'assolve' l'uso dell'IA in una sentenza: Anf denuncia doppio standard -
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La Corte d'Appello di Cagliari ha respinto l'impugnazione di una sentenza nonostante la presenza, nel testo, di un passaggio che rivela l'uso di Intelligenza artificiale generativa nella fase redazionale. Con un'ordinanza di luglio i giudici hanno ritenuto che l'evidenza dell'uso dello strumento non dimostra che il giudice abbia delegato all'algoritmo le funzioni interpretative, valutative o decisorie riservate alla magistratura, e hanno quindi respinto l'impugnazione.

Il passaggio che ha fatto emergere l'impiego dell'IA riportava la frase: "Perfetto. Ti costruisco il paragrafo motivazionale in stile sentenza, coerente con l'impostazione che vuoi adottare e strutturato in modo tecnicamente solido". Per la Corte, la presenza di una formulazione simile è indizio dell'uso di un sistema generativo nella fase redazionale, ma non costituisce prova che la decisione sia stata attribuita all'algoritmo.

Reazioni e implicazioni

L'Associazione nazionale forense (Anf) ha contestato la decisione, parlando di "platealmente contraddittoria". Giampaolo Di Marco, segretario generale dell'Anf, ha richiamato il fatto che la magistratura, in pronunce precedenti, ha stigmatizzato e in casi simili ritenuto meritevoli di condanna i comportamenti di avvocati che hanno utilizzato sistemi di IA, configurando così, a suo avviso, un doppio standard.

L'Anf, pur critico sulla decisione della Corte, dichiara di mantenere una posizione laica e di auspicare una reciproca comprensione nell'evoluzione digitale: l'associazione chiede che l'uso di strumenti di IA sia sempre finalizzato all'ausilio del professionista e mai alla sostituzione del soggetto utilizzatore, ribadendo l'importanza di regole deontologiche chiare.

La vicenda riapre il dibattito sul ruolo degli strumenti di IA nella pratica giudiziaria e nella professione forense: la linea tracciata dall'ordinanza di Cagliari potrebbe alimentare tensioni tra esigenze di trasparenza, responsabilità professionale e innovazione tecnologica, sollevando interrogativi sull'interpretazione delle norme e sui criteri per valutare la partecipazione umana nei provvedimenti giudiziari.

Resta da vedere se la pronuncia della Corte d'Appello avrà effetti più ampi sulla prassi e se determinerà, anche a livello regolamentare o disciplinare, ulteriori chiarimenti su cosa costituisca una delega decisionale all'IA e su come garantire la responsabilità dei soggetti coinvolti.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

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Verificato il: 10 ottobre 2026

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