Calenda annuncia sciopero della fame per Oleshky: «Richiamare l'attenzione internazionale»
Il leader di Azione aderisce all'iniziativa di Pina Picierno per la città ucraina sotto occupazione, dove mancano cibo e medicine.
Il leader di Azione, Carlo Calenda, ha annunciato via social di aderire da oggi a mezzanotte allo sciopero della fame promosso da Pina Picierno per richiamare l'attenzione su Oleshky, città ucraina «dove migliaia di persone sono intrappolate in un territorio occupato dall'esercito russo, senza accesso regolare a cibo e medicine». L'iniziativa, ha sottolineato Calenda, è nonviolenta e intende mobilitare la comunità internazionale.
Calenda ha riportato nel post che «l'ultimo convoglio con i beni essenziali è arrivato il 26 maggio». Ha poi avvertito che chi resta «rischia di morire di fame» e che chi prova a fuggire «rischia di saltare su una mina». Secondo il leader di Azione, questa forma di protesta costituisce «un'azione diplomatica» che mira a contrapporsi a chi in Italia invoca soltanto «più diplomazia».
Contesto
Oleshky è descritta nelle comunicazioni degli organizzatori come una città sotto occupazione russa, con problemi di accesso a generi di prima necessità e servizi sanitari. Le informazioni sul blocco dei rifornimenti e sui rischi per i civili provengono dalle denunce degli attivisti e dai promotori dell'iniziativa; le autorità internazionali non sono citate direttamente nel post di Calenda.
L'adesione allo sciopero della fame da parte di una figura politica nazionale pone la questione sul piano della visibilità diplomatica: Calenda ha invitato altri a unirsi per aumentare la pressione internazionale e sollecitare interventi umanitari o corridoi sicuri. L'iniziativa solleva interrogativi sui possibili effetti nel dibattito pubblico italiano e sull'efficacia di azioni di protesta nonviolente nel contesto di un conflitto armato.
Reazioni ufficiali o prese di posizione da parte di altri leader politici non sono riportate nel post; la notizia è stata diffusa dall'Agenzia Dire e rilanciata sui social dallo stesso Calenda. Gli sviluppi su eventuali nuovi convogli, corridoi umanitari o interventi internazionali restano al momento da verificare.
Fonte: Agenzia Dire; post social di Carlo Calenda.
Fact Check
Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.
Fonte:
Verificato il: 21 ottobre 2026