Carbon farming: alla Camera il confronto su certificazione, registri e reddito per gli agricoltori

Generazione Cibo chiede coerenza tra regole Ue e policy italiana per attivare il mercato dei crediti di carbonio agricoli e sostenere il reddito rurale.

A cura di Redazione Redazione
12 ottobre 2026 19:34
Notizia verificata · Fonte: dire.it · Vedi fonti
Carbon farming: alla Camera il confronto su certificazione, registri e reddito per gli agricoltori -
Condividi

Oggi alla Camera dei Deputati si è tenuto il convegno "Agricoltura rigenerativa e carbon farming: dal quadro europeo alla policy italiana", promosso da Generazione Cibo con l'obiettivo di collocare l'agricoltura italiana tra i protagonisti del carbon farming a livello europeo. Il messaggio principale è stato che il paese deve completare il quadro attuativo nazionale in coerenza con le nuove regole dell'Unione per poter accedere al mercato dei crediti di carbonio.

Quadro europeo e italiano

Sul fronte comunitario la Commissione europea ha compiuto un passo importante: nel luglio 2026, nell'ambito del Regolamento (Ue) 2024/3012, sono state adottate le prime metodologie di certificazione per il carbon farming, riguardanti attività agricole e agroforestali su suoli minerali, il ripristino delle torbiere e l'imboschimento. Una volta conclusi gli esami di Parlamento e Consiglio, gli schemi di certificazione potranno richiederne il riconoscimento in vista dell'entrata in funzione del Registro dell'Unione, prevista entro il 2028.

Anche l'Italia ha mosso passi rilevanti: è stato istituito presso il Crea il Registro nazionale dei crediti di carbonio volontari e con il decreto interministeriale di ottobre 2025 sono state adottate le linee guida per la componente forestale. Resta però da completare l'attuazione per il settore agricolo, assicurando coerenza con le metodologie europee e predisponendo criteri chiari per misurazione, verifica e tracciabilità.

Secondo i dati Ispra, nel 2024 l'agricoltura ha rappresentato il 7,7% delle emissioni nazionali di gas serra, ma può giocare un ruolo chiave nella mitigazione climatica tramite l'incremento degli assorbimenti di carbonio nei suoli e nella vegetazione e la riduzione delle emissioni legate alle pratiche agricole.

Priorità emerse dal confronto

Generazione Cibo ha individuato tre priorità per completare il percorso sul fronte agricolo:

  • Definire le pratiche: stabilire tecnicamente le pratiche agricole e rigenerative attraverso un insieme aggiornabile di interventi riconoscibili, misurabili e incentivabili, allineato alle metodologie europee.
  • Rafforzare la certificazione: valorizzare organismi accreditati e procedure conformi agli schemi della Commissione per garantire trasparenza, affidabilità e credibilità dei risultati ambientali.
  • Completare il Registro nazionale: estendere il Registro anche alla componente agricola con criteri di riconoscimento, tracciabilità dei crediti volontari e coordinamento con il futuro Registro dell'Unione.

Al convegno, promosso su iniziativa dell'onorevole Aldo Mattia (VIII Commissione Ambiente), è stato sottolineato che il carbon farming può costituire una leva concreta per la transizione ecologica e una fonte aggiuntiva di reddito per le imprese agricole. "Il Parlamento potrebbe accompagnare il governo nella costruzione di un quadro nazionale coerente con le regole europee", ha affermato Mattia, evidenziando la necessità di misurare e riconoscere l'impegno quotidiano degli agricoltori.

L'onorevole Marco Cerreto (XIII Commissione Agricoltura) ha confermato che la Commissione Agricoltura seguirà il percorso con attenzione affinché l'Italia arrivi pronta all'avvio del sistema europeo e valorizzi il proprio modello agricolo.

Le imprese di Generazione Cibo hanno portato esperienze pratiche: il Gruppo Barilla ha ricordato il disciplinare "Carta del Mulino" e il lancio nel 2025 del primo biscotto da agricoltura rigenerativa, mentre Oleificio Zucchi ha ribadito l'importanza di strumenti di certificazione riconosciuti per tradurre in valore gli investimenti fatti lungo la filiera.

Assalzoo e Assica hanno evidenziato la funzione strategica della mangimistica e della filiera per ridurre l'impatto ambientale complessivo e per rafforzare la sovranità alimentare italiana, auspicando che la vendita dei crediti venga riconosciuta come attività connessa.

Il confronto ha visto la partecipazione di rappresentanti istituzionali e della ricerca: tra gli altri, Emmanuel Petel (dg Agricoltura, Commissione europea), Angelo Frascarelli (Università di Perugia), Chiara Corbo (Politecnico di Milano), Gian Matteo Panunzi (Coordinamento Nazionale Bioeconomia) e Alessio Tola (Crea). Il moderatore è stato il giornalista scientifico Daniel Della Seta.

Secondo il Crea, il carbon farming non deve essere percepito come un nuovo adempimento, ma come uno strumento di politica agricola, innovazione e reddito: per funzionare servono credibilità, semplicità e che una quota significativa del valore generato arrivi agli agricoltori che adeguano le pratiche. Il Mase ha richiamato il ruolo degli assorbimenti di carbonio nel percorso europeo verso la neutralità climatica e il contributo che il carbon farming può dare agli obiettivi del settore LULUCF, migliorando suoli e resilienza aziendale.

Infine il ministero delle Imprese e del Made in Italy ha sottolineato che la sostenibilità è sempre più una questione di competitività per il Made in Italy e che il ministero continuerà a supportare la transizione della filiera agroalimentare.

Il dibattito alla Camera ha quindi tracciato le tappe tecniche e politiche per rendere operativo il carbon farming in Italia: i prossimi mesi saranno centrali per la definizione delle metodologie agricole, l'adeguamento del Registro nazionale e il coordinamento con l'Unione in vista dell'entrata a regime del sistema di certificazione.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 12 ottobre 2026

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail

Segui Gazzetta Social