Carburanti: blocchi stradali e presidi da Termoli in giù, tir fermi in Sicilia

Proteste 'dal basso' contro il caro carburanti: puntine sull'asfalto, presidi alle autostrade e sciopero dei tir in Sicilia con adesione totale.

A cura di Redazione Redazione
16 ottobre 2026 09:04
Notizia verificata · Fonte: dire.it · Vedi fonti
Carburanti: blocchi stradali e presidi da Termoli in giù, tir fermi in Sicilia -
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La protesta auto-organizzata contro il caro carburanti si è estesa «da Termoli in giù», con blocchi stradali e presidi agli ingressi autostradali. In alcune aree sono state segnalate anche puntine stese sull'asfalto per fermare i mezzi; intanto consegne e rifornimenti risultano fortemente rallentati.

Secondo le segnalazioni raccolte dall'Agenzia Dire, pacchi non vengono consegnati e i supermercati non vengono riforniti, con ripercussioni sulla disponibilità di beni in alcune zone del Sud. La situazione sta già producendo effetti sulla catena logistica locale e sui tempi di approvvigionamento.

In Sicilia, il primo giorno dello sciopero degli autotrasportatori dell'isola ha registrato, secondo il Comitato Trasporto Siciliano, un'adesione totale. Salvatore Bella, coordinatore del Comitato Trasporto Siciliano (Cts), ha dichiarato che "in tutta la Sicilia non circola un solo mezzo pesante" e che i tir sono stati fermati nei piazzali.

Il Cts ha annunciato che il fermo dei mezzi proseguirà fino al 20 ottobre con i tir parcheggiati nei piazzali e ha sottolineato lo straordinario sostegno ricevuto dalla cittadinanza: studenti, commercianti, agricoltori e operai, secondo il coordinatore, spingono perché la protesta continui fino a ottenere risultati concreti.

Dal fronte politico arrivano critiche al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, dopo la convocazione delle rappresentanze dell'autotrasporto per il 27 ottobre. Il Cts ha definito la convocazione un vero e proprio affronto, sostenendo che le sigle sindacali nazionali convocate non rappresentano le istanze degli autotrasportatori del Mezzogiorno.

Le modalità di protesta riportate — come le puntine sull'asfalto e i presidi agli ingressi autostradali — sollevano anche questioni di sicurezza stradale e di responsabilità legale. Le autorità locali sono chiamate a monitorare la situazione per evitare incidenti e per garantire la libera circolazione dei mezzi di soccorso e dei beni essenziali.

L'allerta riguarda non solo la mobilità, ma anche l'economia locale: interruzioni prolungate dei trasporti potrebbero aggravare i costi per imprese e famiglie e portare a ulteriori tensioni sociali. Le organizzazioni degli autotrasportatori chiedono misure immediate per abbassare il prezzo del carburante; al momento, dagli enti centrali non sono state riportate risposte operative pubbliche.

La vicenda resta in evoluzione: le prossime date chiave sono il 20 ottobre, termine annunciato per il fermo dei mezzi in Sicilia, e il 27 ottobre, data della convocazione istituzionale. Fonte delle informazioni: Agenzia Dire.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 16 ottobre 2026

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