Carburanti: Meloni pronta a riattivare le «accise mobili», Schlein critica i prezzi a 2,8€
Alla conferenza Med9 a Spalato la premier annuncia riserve per 160 milioni e valuta il riabbassamento delle accise; l'opposizione invoca tassazione degli extraprofitti.
ROMA — La premier Giorgia Meloni ha annunciato durante i lavori del 13° Med9 a Spalato che il governo è «pronto a intervenire di nuovo con il meccanismo delle accise mobili» per contrastare il caro carburanti, ma ha precisato che la decisione dipenderà anche dalla tenuta del price cap internazionale sulle forniture energetiche. Secondo la presidente del Consiglio, al mese di settembre il governo dispone di circa 160 milioni accantonati per questo scopo, da utilizzare per riabbassare il prezzo dei carburanti se necessario.
Nel corso delle dichiarazioni congiunte Meloni ha illustrato il funzionamento del meccanismo: all'aumento del prezzo del carburante la maggiore IVA incassata viene messa da parte e può poi essere impiegata per tagliare le accise e contenere il prezzo alla pompa. La premier ha detto che il governo si sta interrogando se sia più efficace utilizzare immediatamente queste risorse, benché siano già in vigore misure di contenimento, oppure conservarle come provvista per un intervento futuro, in funzione anche dell'andamento del CAP.
La presa di posizione della presidente del Consiglio è arrivata nel giorno in cui la segretaria del Pd, Elly Schlein, ha rilanciato critiche all'esecutivo: «a Milano in un distributore il gasolio è arrivato a 2,8 euro»; secondo Schlein il governo «non sta facendo assolutamente niente», e dovrebbe invece puntare a tassare gli extraprofitti delle società energetiche e a riattivare senza indugi le accise mobili.
Schlein ha inoltre accusato l'esecutivo di non incidere sulle crisi geopolitiche che, a suo avviso, determinano ripercussioni economiche profonde sulle famiglie italiane. Nel suo intervento ha evocato timori politici del governo nel sollevare certe questioni per non «infastidire nuovamente Trump», citando un elemento di retorica internazionale per sottolineare la presunta prudenza dell'esecutivo.
Sul piano pratico, la dichiarazione di Meloni apre a due possibili scenari: un intervento immediato con l'impiego dei 160 milioni accantonati per abbassare il prezzo alla pompa o la conservazione di tali risorse in vista di una possibile fine delle misure di contenimento e del price cap. Il governo, ha spiegato la premier, vaglierà gli sviluppi «nelle prossime ore» prima di assumere una decisione definitiva.
La questione degli strumenti — accise mobili contro tassazione degli extraprofitti — segna il terreno di scontro politico tra maggioranza e opposizione. Da un lato l'esecutivo sottolinea la disponibilità di una leva tecnica già messa a punto; dall'altro l'opposizione invoca interventi strutturali sulle entrate straordinarie delle compagnie energetiche per redistribuire risorse ai consumatori.
La nota dell'Agenzia Dire segnala come la discussione arrivi in un contesto internazionale segnato da incertezze sui mercati energetici e dalla vigile attenzione alle misure europee sul price cap. Resta sul tavolo la valutazione politica e tecnica su quando e come attivare le risorse accantonate e se affiancare a ciò strumenti fiscali più incisivi nei confronti delle società energetiche.
Fonte: dichiarazioni rilasciate a margine del 13° Med9 a Spalato e comunicato Agenzia Dire. Fatti e dichiarazioni sono riportati nelle parole dei protagonisti e saranno aggiornati con eventuali decisioni del governo nelle prossime ore.
Fact Check
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Verificato il: 07 ottobre 2026