Caro carburanti, in montagna lo sconto non basta: Uncem chiede misure fiscali specifiche
Uncem sollecita Governo e Parlamento: servono interventi differenziati per le aree montane, dove il costo della mobilità pesa il doppio.
BOLOGNA — Il caro carburanti grava in misura disproporzionata sulle comunità montane e richiede risposte immediate e differenziate, avverte l'Unione dei Comuni, Enti e Comunità montane (Uncem). L'associazione ha rivolto un appello chiaro a Governo e Parlamento: non basta agire sul prezzo medio nazionale, servono misure che tengano conto delle diverse geografie del Paese.
Secondo il presidente Marco Bussone, vivere e lavorare in montagna comporta svantaggi permanenti legati alla distanza e alla minore accessibilità: «La distanza è un costo. La rarefazione dei servizi è un costo», si legge nella richiesta inviata alle istituzioni. Per molti residenti l'automobile resta una necessità quotidiana perché ospedali, scuole e stazioni sono spesso lontani.
Le ragioni del soprapprezzo non sono solo nei listini alla pompa, sottolinea Uncem: un litro di carburante può costare lo stesso ma avere un peso economico molto diverso se impiegato per spostamenti più lunghi e frequenti. Dove il trasporto pubblico è limitato o inesistente, ogni aumento si traduce in un aumento del costo della vita e del lavoro.
Richieste e strumenti proposti
Uncem chiede una «vera fiscalità territoriale» capace di riconoscere gli svantaggi strutturali delle aree montane e propone strumenti fiscali e compensativi mirati. Tra le ipotesi indicate ci sono la riduzione delle accise, meccanismi di compensazione, crediti e sostegni per lavoratori e imprese che operano nelle aree più isolate.
L'associazione sollecita inoltre la definizione di criteri chiari e verificabili per individuare le aree che devono beneficiare degli interventi, misurando la distanza dai servizi, la disponibilità del trasporto pubblico e le condizioni di accessibilità territoriale.
Un avvertimento riguarda gli effetti sul tessuto economico locale: artigiani, imprese forestali, attività agricole e turistiche, commercianti e trasportatori rischiano di subire un aumento dei costi che si trasferirà inevitabilmente su beni e servizi, con ricadute sulla competitività e sull'occupazione nelle valli.
L'appello di Uncem è rivolto non solo al Governo nazionale ma anche a Regioni ed enti locali, affinché lavorino rapidamente a un meccanismo territoriale condiviso. L'obiettivo dichiarato è evitare che l'aumento dei costi della mobilità renda sempre più difficile stare nei territori montani e comprometta la coesione territoriale.
La richiesta arriva mentre il dibattito nazionale sul caro carburanti continua: per le comunità di montagna, però, la partita non è solo sul prezzo alla pompa ma sulla capacità delle politiche pubbliche di riconoscere e compensare le disuguaglianze territoriali. (Fonte: Agenzia Dire)
Fact Check
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Verificato il: 07 ottobre 2026