Comunali Milano: Sala al centro del ring mentre Majorino e Calabresi intensificano gli attacchi
Il sindaco risponde colpo su colpo ai candidati “amici”; primarie Pd fissate per inizio 2027 e la campagna si polarizza su casa e sicurezza.
Il sindaco Beppe Sala si conferma il punto di equilibrio nella campagna per le comunali di Milano, ma resta anche il bersaglio principale dei contendenti interni. Ieri Sala è tornato sui social in sella alla sua bicicletta, simbolo di resistenza, mentre sul piano politico incassa attacchi alternati da Pierfrancesco Majorino e Mario Calabresi e rilancia con risposte nette.
Secondo la ricostruzione dell'Agenzia Dire, Majorino ha attaccato le "lobby del cemento", respinto da Sala come una "bufala", mentre Calabresi ha puntato il dito sul malessere in città e raccolto l'assist politico della Leopolda. Sala ha dichiarato che "ogni volta che vedrò... che su tematiche delicatissime ce la si cava con qualcosa che a me pare uno slogan, io reagirò e riporterò alla riflessione", segnalando la volontà di non concedere spazio ai facili slogan.
La campagna si concentra su temi concreti come casa e sicurezza: Sala ha appena lanciato, insieme all'assessore Conte, la "Società della Casa" per il ceto medio (Isee fino a 40.000 euro), un progetto che trasferisce immobili nel patrimonio di MM per interventi mirati. La mossa è interpretata come una volontà di governare con fatti, non solo di suggerire linee di programma ai candidati dem.
Il quadro politico cittadino resta frammentato: il centrodestra appare in larga misura in navigazione a vista, con eccezioni come Matteo Perego, mentre la difesa strutturata di Sala arriva soprattutto da Azione e da esponenti vicini a Carlo Calenda. Daniele Nahum, tra i più in vista nella comunità che ha lasciato il Pd proprio su questioni legate a Gaza, ha difeso pubblicamente l'operato di Sala, evitando di cedere alla tentazione del massimalismo.
Nel Pd la situazione è altrettanto tesa: Pierfrancesco Majorino è vicino a Elly Schlein, che ha invitato a lasciare ai milanesi la scelta dei candidati; intanto Igor Taruffi, responsabile organizzazione inviato dalla segretaria, ha tenuto incontri riservati con gli aspiranti dem (Majorino, Anna Scavuzzo e Pacini) per sondare disponibilità a ritirarsi e semplificare la corsa. La linea ufficiale rimane quella delle primarie fissate per inizio 2027.
Tra i dem, la vicesindaca uscente Anna Scavuzzo ha messo in guardia contro primarie che degenerino in "lancio di accuse" o in campagne a colpi di attacchi mediatici; la partita, però, sembra destinata a svilupparsi con toni duri finché i gazebo non diranno il loro verdetto.
Il quadro cittadino risente anche di tensioni nazionali: i riferimenti alle posizioni su Gaza e all'Ucraina hanno contribuito a spaccare pezzi di consenso e a ridefinire alleanze locali, con ripercussioni sulle strategie di comunicazione e sulle scelte di campo degli ex dem e dei movimenti civici.
In questo scenario, Milano si prepara a una campagna in cui il confronto sui temi concreti — casa, sicurezza, sviluppo urbano — sarà affiancato da scontri politici interni al centrosinistra. Fino alle primarie, Sala resta al centro del ring: non come passivezza, ma come protagonista che tenta di difendere un modello di governo cittadino che, a suo dire, non va abbandonato per ragioni di tattica interna.
I prossimi mesi saranno decisivi per capire se la strategia di rispondere colpo su colpo manterrà coesa la coalizione o se porterà a una ridefinizione più netta degli schieramenti milanesi.
Fact Check
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Verificato il: 05 ottobre 2026