Congresso della Lega a Milano: Salvini ordina di tenere i giornalisti fuori e li definisce «servi»
Al congresso straordinario Salvini spiega la scelta di separare la stampa dalla platea: «La stampa non ci ha mai aiutato».
Matteo Salvini ha deciso che i giornalisti presenti al congresso straordinario della Lega a Milano rimanessero al piano di sotto, una scelta che il segretario ha rivendicato dal palco definendo la stampa «servi». La misura, motivata come tutela di delegati e militanti, è stata annunciata durante il comizio che ha segnato la prima giornata dell'assise.
Dal palco Salvini ha dichiarato: «Ho chiesto io agli organizzatori di lasciarli al piano di sotto». Secondo il leader, la stampa «non ci ha mai aiutato e non lo farà adesso», e da quarant'anni cerca di «stroncare la Lega». Ha aggiunto che chi dà spazio a tali opinioni «non aiuta la Lega» e che la comunità del partito deve essere chiamata a decidere sul suo futuro, non i giornali.
Il congresso ha approvato undici mozioni e ha visto contrapporsi posizioni interne, con la sfida tra Salvini e l'esponente Roberto Garavaglia sul futuro della leadership; è stato inoltre citato il possibile ingresso di Luca Zaia nella segreteria politica. Questi passaggi pongono il palco come luogo di decisione interna su alleanze e strategie politiche.
Salvini ha ricordato di essere iscritto all'Ordine dei giornalisti mentre giustificava la scelta di limitare l'accesso dei media: «Lo chiedo a voi oggi qua, non sui giornali». Ha inoltre invitato i militanti a evitare interviste, libri, polemiche o post sui social come modalità di sostegno al partito, sottolineando che «qui si aiuta la Lega».
La decisione di escludere i giornalisti da una parte dell'evento solleva interrogativi sulla trasparenza e sul diritto di informazione: misure del genere possono essere interpretate come un tentativo di controllare il racconto pubblico del partito. La scelta potrebbe altresì alimentare tensioni tra la Lega e associazioni giornalistiche o difensori della libertà di stampa, anche se al momento non risultano reazioni ufficiali documentate dalla fonte.
L'episodio è stato riportato dall'agenzia Dire e si inserisce in un quadro di confronto interno alla Lega e di rapporto conflittuale tra il partito e la stampa. Le dichiarazioni di Salvini ribadiscono la linea di delegittimazione dei media già emersa in altri contesti politici nazionali e internazionali.
Fact Check
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Verificato il: 25 ottobre 2026