Conte: "Primarie al più presto" dopo il rifiuto di Schlein, avverte sul vantaggio a Meloni
Il leader M5S spinge per primarie immediate e racconta il tentativo di accordo con Schlein per evitare la frammentazione del campo progressista.
Il presidente del M5S, Giuseppe Conte, ha chiesto che le primarie per scegliere il candidato premier del campo progressista si tengano «al più presto possibile», per non concedere un vantaggio a Giorgia Meloni, definita da Conte «la donna sola al comando» del centrodestra. La richiesta è stata motivata con l'urgenza di evitare che il centrodestra si presenti unito mentre il centrosinistra resta diviso.
Le dichiarazioni sono state rese a 'Cinque minuti' su Rai1, dove Conte ha sottolineato la necessità di fissare una data rapidamente, indicando come possibile finestra temporale l'inizio dell'anno prossimo. Il messaggio è chiaro: l'obiettivo è accelerare il confronto interno per non lasciare spazio politico a Meloni.
Dettagli sull'offerta a Schlein
Conte ha raccontato di aver proposto in un incontro privato con Elly Schlein una soluzione di compromesso: «Facciamo un passo indietro, se sei disponibile a fare un passo indietro lo facciamo entrambi». L'incontro, che Conte ha detto dovesse rimanere riservato, è poi finito sui giornali. Secondo Conte, la proposta mirava a ricomporre eventuali perplessità di una parte dell'elettorato progressista sulla possibile divisibilità della coalizione.
Il presidente del M5S ha precisato di non aver avanzato nomi specifici quando la sua offerta non è stata accolta: «no, io non ho fatto nessun nome specifico», ha detto rispondendo a una domanda su Roberto Gualtieri. Conte ha quindi escluso di aver indicato candidati alternativi nel corso di quel confronto.
Sul motivo del rifiuto, Conte ha ricordato che nel regolamento del Partito Democratico è previsto che il segretario possa essere indicato come candidato premier, e ha osservato che «Elly Schlein legittimamente vuole essere candidata premier». La posizione di Schlein, secondo il racconto di Conte, è dunque fondata su norme interne al PD.
La tensione fra la volontà di unità di una parte del fronte progressista e la posizione dei singoli leader mette sottosopra il calendario politico: Conte invita a non rimandare per non offrire a Meloni «la possibilità che qui ancora si sta a discutere di primarie e chi sarà il candidato premier». Il rischio evocato è quello di arrivare divisi allo scontro politico con il centrodestra.
Le parole di Conte segnano un'accelerazione della fase negoziale interna al centrosinistra e pongono al centro il nodo della data e delle regole delle primarie, che saranno oggetto di confronto fra i partiti nelle prossime settimane. L'evoluzione di questo confronto determinerà l'agenda politica in vista delle prossime consultazioni elettorali.
Fonte: Agenzia Dire. Le dichiarazioni sono state riportate integralmente dall'intervista a 'Cinque minuti' su Rai1.
Fact Check
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Verificato il: 08 ottobre 2026