Cortei: il 58% dei giovani approva le misure del governo contro i violenti, sondaggio Skuola.net
Sondaggio su 1.183 under-35: maggioranza favorevole alle misure d'urgenza dopo i tafferugli a Milano e Bologna; social divisi.
Un instant poll realizzato da Skuola.net su 1.183 giovani under-35 raggiunti su Instagram registra che il 58% degli intervistati mostra pieno accordo con i provvedimenti varati d'urgenza dal Governo per contrastare i violenti nelle manifestazioni. Il dato arriva mentre le questure segnalano che i fermati sono di gran lunga inferiori rispetto ai manifestanti pacifici coinvolti negli stessi cortei.
I numeri del sondaggio
Nel dettaglio dell'indagine informale, il 58% è favorevole alla stretta, il 30% si dichiara contrario ritenendo che «non serva a niente», e un 12% esprime posizione intermedia — «in parte d'accordo: giusto reagire ma così è troppo». Va sottolineato che si tratta di un instant poll condotto via social, con limiti di rappresentatività rispetto a indagini campionarie tradizionali.
Contesto e dati della Questura
Le misure sono state adottate dopo episodi di violenza che hanno macchiato le manifestazioni studentesche, con fatti rilevanti registrati a Milano e Bologna. Secondo le autorità, il numero dei soggetti fermati resta comunque molto più basso rispetto a quello dei partecipanti pacifici: un elemento che le forze dell'ordine indicano come prova della presenza di una minoranza violenta all'interno di mobilitazioni più ampie e non violente.
Reazioni, social e timori di repressione
Il sondaggio riflette un dibattito acceso sui social: la parte maggioritaria dei giovani esprime stanchezza per la «contaminazione» delle proteste da parte dei violenti — «Era ora», «i genitori devono capire che l'educazione parte da casa» sono alcuni dei commenti raccolti. Dall'altra parte, chi si oppone alle misure denuncia il rischio che l'ordine pubblico diventi pretesto per silenziare il dissenso: si citano timori relativi a ipotesi come il pignoramento dei beni delle famiglie e l'abbassamento dell'età per il fermo preventivo.
Nel frattempo sono circolate anche fake news — ad esempio allarmi su presunti stupri di massa in alcune province del lombardo-veneto — poi smentite ma comunque fonte di paura tra i giovani che le hanno ricevute via chat.
Questioni aperte sull'efficacia delle misure
Altri commenti sollevano dubbi sull'efficacia delle misure repressive: «È un problema sociale, non si risolve solo con il carcere» si legge fra le reazioni. Il dibattito pubblico si concentra quindi su due fronti principali: la necessità di tutelare l'ordine pubblico e la libertà di manifestare, e la ricerca di strumenti che siano realmente efficaci nel prevenire la violenza senza intaccare i diritti dei manifestanti pacifici.
Articolo basato su materiali di Agenzia Dire e sul sondaggio pubblicato da Skuola.net.
Fact Check
Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.
Fonte:
Verificato il: 22 ottobre 2026