Crosetto: 500 militari italiani in Arabia Saudita, Riad «partner strategico» e continua a chiederci aiuto

Il ministro: presenza approvata dal Parlamento; trasferimento tecnico dopo l'attacco a Ta'if e richiesta di coordinamento Ue sulla sicurezza energetica.

A cura di Redazione Redazione
08 ottobre 2026 10:34
Notizia verificata · Fonte: dire.it · Vedi fonti
Crosetto: 500 militari italiani in Arabia Saudita, Riad «partner strategico» e continua a chiederci aiuto -
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Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha confermato in audizione alle Commissioni Esteri e Difesa riunite di Camera e Senato la presenza di 500 militari italiani in Arabia Saudita, spiegando che si tratta di una componente della partecipazione italiana alla missione Inherent Resolve, "approvata con risoluzioni parlamentari". La dislocazione ha l'obiettivo di garantire la sicurezza del personale militare e dei cittadini italiani, nonché di tutelare la sicurezza energetica e gli interessi commerciali, in risposta ad «accorate richieste d'aiuto» provenienti da Riad.

Il trasferimento delle forze dal Kuwait all'Arabia Saudita, ha detto Crosetto, non è stato una scelta politica ma una scelta tecnica legata alla situazione sul terreno dopo l'attacco alla base di Ta'if. Il ministro ha inoltre riferito che il radar Gulfstream e il velivolo di rifornimento sono tornati in Italia, mentre i contingenti sono stati messi «in sicurezza in parte in Arabia e in parte in altri Paesi». Crosetto ha ribadito che le truppe italiane "non hanno fatto un solo atto difforme da quello autorizzato dal Parlamento".

Il titolare della Difesa ha sottolineato che la presenza italiana nell'area poggia su un quadro giuridico chiaro e trasparente e che il Parlamento è stato coinvolto nelle decisioni di dislocamento, come già avvenuto in passato per Iraq e Kuwait. Alle richieste di chiarimento delle opposizioni, Crosetto ha precisato che ogni operazione è stata comunicata nelle audizioni parlamentari e che le componenti operative sono state ridislocate per svolgere attività di difesa antiaerea antimissile.

Mar Rosso e la missione Aspides

Sull'area del Mar Rosso, Crosetto ha detto di contare in un «riscontro positivo» per contributi navali da due o tre Paesi dell'Unione europea alla missione Aspides. Il ministro ha ricordato di aver sollevato la questione con Kaja Kallas, Alta rappresentante per la politica estera dell'Ue, sottolineando che la libertà di navigazione nel Mar Rosso è «fondamentale per l'armatoria italiana», che altrimenti sarebbe costretta a cambiare rotte con maggiori costi.

Crosetto ha inoltre riferito di aver portato all'attenzione europea la richiesta di aiuto dell'Arabia Saudita all'Italia: «i Paesi del Golfo e del Medio Oriente continuano a chiederci aiuto», ha detto, e ha invitato l'Ue a farsi carico della questione per le implicazioni sulla sicurezza energetica e dell'area. Se l'Europa dovesse restare «sorda», ha avvertito il ministro, «dovremo necessariamente passare in Parlamento» per eventuali iniziative ad hoc, sebbene diverse dalle dislocazioni già decise.

Nel suo intervento Crosetto ha quindi messo in evidenza la volontà di combinare risposte operative immediate per la protezione di personale e interessi italiani con un tentativo di coordinamento europeo, confermando al contempo che tutte le scelte finora compiute sono state compiute nel rispetto delle autorizzazioni parlamentari e del quadro normativo di riferimento.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

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Verificato il: 08 ottobre 2026

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