Crosetto smentisce «scontro» sulle armi: «C’è stata una riunione, lo 0,3% del Pil per la Difesa va bene»
Il ministro della Difesa nega tensioni con il governo, difende la quota di bilancio e attacca chi critica «per convenienza».
Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha respinto con fermezza le ricostruzioni di uno scontro interno sul tema delle spese militari, definendo le notizie «inventate di sana pianta». Secondo Crosetto non ci sono state telefonate o contrapposizioni con il Presidente Giorgia Meloni o il ministro Giorgio Giorgetti: «Sapete quante telefonate di questo tipo ci sono state negli ultimi sette giorni? ZERO».
Crosetto ha spiegato che si è svolta solo «una riunione» e che, nel contesto dell'attuale crisi economica internazionale, ritiene adeguata la quota di 0,3% del Pil prevista per la Difesa nel 2027, rimandando a tempi migliori ogni discussione su ulteriori aumenti. Ha precisato inoltre che il governo intende proporre al Parlamento l'utilizzo della clausola di salvaguardia europea, originariamente pensata per la difesa e estesa oggi anche alla sicurezza energetica, per finanziare sia gli interventi sulla sicurezza sia misure contro il caro energia.
Dettagli della spesa e ricadute economiche
Il ministro ha offerto un quadro dettagliato della destinazione dei fondi: su 100 euro destinati alla Difesa, 60 andrebbero al personale (complessivamente 278.000 persone tra Esercito, Marina, Aeronautica, Carabinieri e personale civile), 10 al funzionamento quotidiano (carburanti, manutenzioni, divise, mense) e 30 agli investimenti, inclusi gli armamenti necessari per la missione di difesa. Crosetto ha sottolineato che questi investimenti sostengono un comparto che dà lavoro a oltre 300.000 persone e coinvolge non solo grandi gruppi come Leonardo, Fincantieri e Iveco, ma anche centinaia di piccole e medie imprese.
Il ministro ha avvertito che ridurre il dibattito alla sola parola «armi» significa ignorare il ruolo occupazionale, industriale e di innovazione tecnologica che la spesa per la Difesa genera nel Paese.
Replica ai critici: distinzione tra convinzioni e convenienze
Sulla critica politica alle spese militari Crosetto ha tracciato una distinzione netta: chi si oppone per un pacifismo sincero ha il suo «pieno rispetto», mentre chi lo fa per convenienza politica ("essere contro senza approfondire" per raccogliere voti) è oggetto di disapprovazione. Più duramente ha attaccato — definendoli con disprezzo — coloro che, a suo avviso, si pongono dalla parte dei «nostri nemici».
Nella sua comunicazione pubblicata sui social, il ministro ha inoltre smentito voci secondo cui il governo avrebbe deciso di spendere «14 miliardi in più in armi», ribadendo invece l'intenzione di utilizzare strumenti di flessibilità europea per coniugare sicurezza e interventi a tutela delle famiglie e delle imprese.
Le dichiarazioni di Crosetto, diffuse attraverso i canali social e riprese dall'agenzia, provengono da una nota di Agenzia Dire. Il dossier sul bilancio della Difesa e la proposta di utilizzo della clausola europea saranno oggetto di confronto politico e parlamentare nelle prossime settimane, nel quadro più ampio delle scelte di bilancio di governo e delle risposte alla crisi energetica ed economica internazionale.
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Verificato il: 04 ottobre 2026