Electrolux ritira i licenziamenti: 1.250 uscite volontarie in 3 anni e 90 milioni di investimenti
Al MIMIT il nuovo piano prevede 600 uscite per impiegati, 650 per operai, riqualificazione a Cerreto d'Esi e tavolo fissato al 29 ottobre.
Electrolux ha ritirato le intenzioni di licenziamenti unilaterali per l'Italia e presenta al MIMIT un nuovo piano che prevede 1.250 uscite volontarie incentivate distribuite in tre anni: 600 per personale impiegatizio e 650 per operai. Il piano include inoltre investimenti per 90 milioni di euro, un progetto di reindustrializzazione e misure di riqualificazione per lo stabilimento di Cerreto d'Esi.
Dettagli del piano e prossimi passi
Secondo quanto emerso al tavolo con il ministro delle Imprese Adolfo Urso, le uscite volontarie saranno gestite nel corso di tre anni e accompagnate da un piano di ammortizzatori sociali per la transizione. L'azienda ha chiarito che si tratta di incentivi alle dimissioni e non di licenziamenti imposti, con l'obiettivo di mitigare l'impatto occupazionale durante la riorganizzazione globale del gruppo attesa nelle prime settimane di novembre.
Il ministero ha richiesto la salvaguardia di tutti gli stabilimenti Electrolux in Italia, in particolare di Cerreto d'Esi, e ha programmato un nuovo incontro per il 29 ottobre per definire il piano in tempi ristretti. Il management europeo dell'azienda è stato invitato a partecipare per concordare misure condivise e sostenibili.
Dichiarazioni e quadro europeo
Il ministro Urso ha dichiarato che la linea italiana ha trovato sostegno a livello Ue: il documento informale («non paper») presentato dal governo italiano avrebbe raccolto il consenso di Germania, Francia, Spagna, Polonia e Slovacchia, e la Commissione europea «è pronta ad agire» secondo quanto riferito al tavolo. Urso ha sollecitato un accordo rapido per proteggere livelli occupazionali e stabilimenti.
Al momento la trattativa prosegue con istituzioni locali, sindacati e azienda riuniti al MIMIT; i dettagli su tempistiche precise, condizioni delle uscite volontarie e modalità di reindustrializzazione saranno al centro del confronto del 29 ottobre. L'attenzione resta puntata su come gli investimenti e i programmi di riqualificazione possano tradursi in opportunità occupazionali concrete sul territorio.
Contesto e implicazioni
Il cambio di rotta annunciato dall'azienda rappresenta una svolta rispetto alle prime comunicazioni che prevedevano licenziamenti. La proposta di uscite incentivate e il pacchetto di investimenti mirano a conciliare la riorganizzazione del gruppo con la tutela dei posti di lavoro in Italia, ma richiedono accordi concreti tra azienda, governo e sindacati per essere efficaci.
Resta aperta la verifica sull'effettiva capacità del piano di garantire stabilità occupazionale e la concreta realizzazione degli investimenti a Cerreto d'Esi; per questo il tavolo del 29 ottobre sarà considerato decisivo per definire tempistiche e garanzie minime per i lavoratori coinvolti.
Fact Check
Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.
Fonte:
Verificato il: 05 ottobre 2026