Eni conferma il price cap su benzina e diesel fino al 2026

Il gruppo prolunga il tetto ai prezzi: 2,25 €/l per diesel e 1,99 €/l per benzina; l'Unione Nazionale Consumatori solleva critiche al governo.

A cura di Redazione Redazione
23 ottobre 2026 19:34
Notizia verificata · Fonte: dire.it · Vedi fonti
Eni conferma il price cap su benzina e diesel fino al 2026 -
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Eni ha confermato oggi, 23 ottobre, che manterrà il price cap sulle vendite di benzina e diesel fino alla fine del 2026. L'annuncio è stato dato dall'amministratore delegato Claudio Descalzi durante un punto stampa e confermato da un portavoce della società. Il tetto vigente è fissato a 2,25 €/l per il gasolio e 1,99 €/l per la benzina.

La misura era stata introdotta a fine settembre sulla rete Enilive, inizialmente per 30 giorni con possibilità di proroga. Eni motiva la decisione con la volontà di sostenere le famiglie italiane di fronte all'impennata dei prezzi, attribuita alla contrazione dell’offerta raffinata, a crisi geopolitiche e alla ridotta capacità di raffinazione europea.

Reazioni e impatto

L'Unione Nazionale Consumatori (UNC) ha accolto con favore la proroga ma ha lanciato un avvertimento al governo. «Bene che Eni prosegua con il price cap fino a fine anno, ma non deve diventare un alibi per il Governo per lavarsene le mani come Ponzio Pilato», ha detto Massimiliano Dona, presidente dell'associazione.

Dona ha inoltre richiamato i numeri delle scorse settimane: il tetto per il gasolio a 2,19 €/l era stato annunciato il 25 settembre quando il prezzo si attestava a 2,421 €/l in autostrada e 2,338 €/l sulle strade normali, con sconti rispettivamente di 23,1 e 14,8 cent al litro. Oggi, con il tetto fissato a 2,25 €/l, il prezzo medio riportato è di 2,30 €/l in autostrada e 2,260 €/l su strade normali, quindi lo sconto effettivo sarebbe solo di 5 e 1 cent al litro: una riduzione definita dall'UNC minima e poco percepibile per i consumatori.

L'associazione sottolinea che le medie si sono abbassate anche grazie allo sconto praticato da quattro compagnie, ma avverte che l'effetto reale sulle tasche degli automobilisti resta limitato. L'UNC ha inoltre rimarcato la necessità che il Governo non scarichi sulle compagnie la responsabilità di una politica dei prezzi, richiamando gli impegni, giudicati già inadeguati, presi il 16 settembre sul meccanismo delle accise mobili.

La scelta di Eni riapre il dibattito sul ruolo delle società energetiche e sulla responsabilità pubblica nella gestione dei prezzi: da un lato la proroga offre una copertura temporanea; dall'altro rilancia la richiesta di interventi pubblici più incisivi per tutelare il potere d'acquisto delle famiglie. Va inoltre ricordato che la misura è limitata alla rete Enilive e resta subordinata alla discrezionalità delle compagnie petrolifere.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 23 ottobre 2026

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