Ex Ilva: altri 48 ore di sciopero, lavoratori accampati con tende sotto la Prefettura di Genova

Fim, Fiom e Uilm proclamano nuove 48 ore di sciopero per la mancata risposta del Governo; a Genova presidio permanente e centro bloccato.

A cura di Redazione Redazione
13 ottobre 2026 14:04
Notizia verificata · Fonte: dire.it · Vedi fonti
Ex Ilva: altri 48 ore di sciopero, lavoratori accampati con tende sotto la Prefettura di Genova -
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I sindacati nazionali Fim, Fiom e Uilm hanno proclamato altre 48 ore di sciopero per l'ex Ilva, denunciando la mancata risposta del Governo e annunciando che nelle sedi territoriali saranno messe in campo tutte le iniziative necessarie. I lavoratori di Genova sono in presidio permanente con tende davanti alla Prefettura e il centro cittadino risulta parzialmente bloccato.

Secondo il comunicato sindacale, in attesa di una convocazione a Palazzo Chigi verrà valutata la possibilità di proclamare ulteriori scioperi qualora non arrivino risposte concrete sulle vertenze aperte e sulle prospettive produttive degli stabilimenti.

Dettagli e reazioni

A Genova il presidio è proseguito senza sosta: i lavoratori si sono accampati davanti alla Prefettura, con iniziative che vanno dalla grigliata serale alla permanenza notturna, per tenere alta la pressione sulla trattativa. A difesa del sito di Cornigliano, il segretario generale Christian Venzano di Fim Cisl Liguria ha chiesto che lo Stato si occupi dell'approvvigionamento della materia prima necessaria a mantenere le lavorazioni.

Venzano ha definito 'assurdo che lo Stato intervenga sul lavoro e non sugli ammortizzatori sociali' e ha sottolineato che Cornigliano possiede 'le potenzialità per continuare a produrre' ma che manca il rifornimento di coils, le bobine metalliche indispensabili per le linee produttive. Il dirigente sindacale ha indicato il problema dell'approvvigionamento come priorità urgente per evitare la sospensione delle attività.

Sul fronte istituzionale il Comune di Genova, con la sindaca Silvia Salis, e la Regione Liguria, con il presidente Marco Bucci, si sono schierati al fianco dei metalmeccanici, chiedendo risposte rapide per scongiurare la perdita di posti di lavoro e l'arresto della produzione.

I sindacati hanno anche richiamato l'attenzione sulla scadenza del 15 novembre, ritenuta 'troppo vicina' per tollerare ulteriori ritardi. Hanno chiesto garanzie immediate per i lavoratori e la creazione di condizioni che mantengano operative le linee produttive in attesa di una soluzione industriale duratura.

La mobilitazione, che per ora si traduce in presidi e scioperi, può intensificarsi: i sindacati hanno avvertito che, qualora il Governo non convochi e non dia risposte concrete, saranno valutate ulteriori misure di lotta. Sul tavolo resta la richiesta centrale delle organizzazioni: interventi mirati sull'approvvigionamento delle materie prime piuttosto che unicamente sugli ammortizzatori sociali.

L'esito della vertenza avrà implicazioni immediate sui posti di lavoro e sulla continuità produttiva dello stabilimento di Cornigliano: la protesta territoriale e la pressione sindacale mirano a ottenere un rapido confronto istituzionale e soluzioni operative per evitare la chiusura e la perdita di mercato per l'impianto.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 13 ottobre 2026

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