Ex Ilva: lavoratori occupano l’aeroporto di Genova, possibile notte nello scalo
Operai dell’ex Ilva entrano nello scalo Cristoforo Colombo senza bloccare i voli; incontro in Prefettura senza esito, Bucci al fianco dei lavoratori.
Questa mattina i lavoratori dell’ex Ilva hanno occupato l’aeroporto «Cristoforo Colombo» di Genova, annunciando di restare nello scalo fino a quando il governo non darà una risposta chiara. Il rappresentante Rsu Fiom Armando Palombo ha diramato un comunicato con cui «Dichiariamo ufficialmente l’aeroporto occupato finché il governo non ci darà una risposta chiara», mentre gli operai scandivano lo slogan Ilva Genova non si chiude.
Le operazioni dello scalo sono proseguite: le normali procedure di imbarco sono state interrotte temporaneamente ma non bloccate, con ritardi previsti su alcuni voli e, al momento, nessuna cancellazione ufficiale. Il blitz ha creato momenti di tensione con le Forze dell’ordine, subito rientrati, dopo che gli operai hanno forzato una saracinesca e si sono portati nella zona controlli.
Poco prima di mezzogiorno una delegazione dei lavoratori è stata ricevuta in Prefettura per un incontro che si è però concluso con nulla di fatto. Secondo fonti Fiom, i lavoratori si stanno quindi preparando a passare la notte nello scalo se non arriveranno risposte concrete dalle istituzioni.
Il presidente della Regione Liguria, Marco Bucci, ha raggiunto i lavoratori e ha ribadito che «Genova vuole continuare a lavorare». Bucci ha richiamato l’accordo sottoscritto tra Acciaierie d’Italia e i sindacati, sostenendo che la richiesta dell’azienda di autorizzazione a trattare materiali per conto terzi dimostra la volontà di proseguire l’attività a Genova e che non bisogna mandare "messaggi controproducenti".
Le tappe della protesta
La manifestazione a Genova era iniziata giorni fa e si era intensificata con il piazzamento di tende davanti alla Prefettura e l’occupazione dell’edificio al terzo giorno di protesta. La mobilitazione era stata temporaneamente sospesa dopo l’annuncio che i coils necessari per proseguire la produzione sarebbero arrivati, ma è stata riaperta dopo la diffusione di un nuovo provvedimento nazionale.
Il governo ha avviato una procedura per aumentare i livelli di integrazione straordinaria fino a un massimo di 8.622 persone, valida fino al 28 febbraio 2027. La misura interesserà in particolare Taranto, ma in scenari pessimisti Genova potrebbe vedere quasi la totalità dei propri dipendenti coinvolti: oggi a Genova sono 280 occupati, mentre il possibile meccanismo di ammortizzatori sociali porterebbe fino a 870 su 915.
La protesta mette al centro la contraddizione tra l’annuncio dell’arrivo dei coils e l’apertura della procedura nazionale per ammortizzatori, e solleva immediati interrogativi sugli effetti occupazionali e sull’ordine pubblico a breve termine. Restano da chiarire le risposte attese dal governo e i prossimi passaggi nelle trattative tra istituzioni, azienda e sindacati.
Fact Check
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Verificato il: 19 ottobre 2026