Export record di cereali russi verso la Cina: 6 milioni di tonnellate nel 2026; Pechino prenota greggio per ottobre e novembre

Le consegne agricole russe a Pechino superano il totale 2025; Cina assorbe larga fetta del petrolio russo e anticipa carichi per l'autunno.

A cura di Redazione Redazione
23 ottobre 2026 18:34
Notizia verificata · Fonte: dire.it · Vedi fonti
Export record di cereali russi verso la Cina: 6 milioni di tonnellate nel 2026; Pechino prenota greggio per ottobre e novembre -
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L'export russo di cereali verso la Cina ha raggiunto un livello record: dall'inizio del 2026 le consegne hanno toccato 6 milioni di tonnellate, superando già il volume complessivo dell'intero 2025, ha riferito il servizio federale russo Rosselkhoznadzor. Le spedizioni includono orzo, grano, soia, farina e legumi e coprono anche Hong Kong, segnando un'accelerazione degli scambi agricoli fra Mosca e Pechino.

Secondo rapporti industriali e agenzie internazionali, contestualmente alla crescita agricola si registra un forte aumento delle importazioni cinesi di combustibili fossili russi: la Cina è diventata sbocco di riferimento per il petrolio e altri idrocarburi russi, compensando la riduzione delle vendite verso l'Europa dovuta alle sanzioni occidentali dopo il 2022.

Dati del Centre for Research on Energy and Clean Air (Crea) indicano che, tra dicembre 2022 e settembre 2026, la Cina ha assorbito circa la metà delle esportazioni russe di greggio e il 36% delle esportazioni di carbone. Nel solo settembre, Pechino ha rappresentato il 55% delle entrate russe derivanti dall'export di combustibili fossili verso i cinque principali acquirenti, per un valore stimato di 9,1 miliardi di euro.

Le statistiche ufficiali cinesi (GACC) confermano il trend: nei primi nove mesi del 2026 le importazioni di petrolio russo sono salite a 87,58 milioni di tonnellate, in aumento del 18,3% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente; nello stesso arco temporale, le importazioni cinesi di LNG sono cresciute del 44,3%, a 7,19 milioni di tonnellate.

Notizie d'agenzia (Reuters) riferiscono che acquirenti cinesi hanno già prenotato in anticipo carichi di greggio russo per ottobre e novembre, offrendo prezzi più elevati e riducendo la disponibilità per raffinerie indiane. Le consegne previste all'India erano attese in calo a circa 1,8 milioni di barili al giorno a settembre, circa il 14% in meno rispetto al mese precedente, costringendo alcune raffinerie del subcontinente a orientarsi verso forniture più costose dal Medio Oriente e dal Nord Africa.

Il movimento delle merci mette in luce un ri-orientamento delle esportazioni russe verso l'Asia, conseguenza diretta delle sanzioni occidentali. Per Mosca, la Cina rappresenta un mercato in grado di assorbire grandi volumi energetici; per Pechino, le forniture russe sono una fonte strategica per sostenere la crescita economica.

Tuttavia, la relazione presenta rilevanti asimmetrie: la Russia rischia di diventare sempre più dipendente da un unico partner commerciale, con margini di negoziazione ridotti. Una possibile riduzione degli acquisti da altri grandi clienti, come l'India, potrebbe accentuare questa dipendenza, un esito che risulterebbe indesiderabile per gli Stati Uniti e altri Paesi promotori delle sanzioni.

Nonostante il peso crescente della Cina, l'export energetico russo continua a viaggiare su più direttrici: il Crea segnala che l'Unione europea mantiene acquisti significativi di LNG russo, mentre la Turchia resta una destinazione rilevante per prodotti petroliferi e metano via gasdotto. Questo mosaico di mercati attenua parzialmente il rischio di un vincolo esclusivo verso Pechino.

Le prenotazioni anticipate cinesi per l'autunno e i flussi record di cereali nei primi mesi del 2026 indicano una domanda sostenuta che potrebbe avere effetti immediati sui mercati regionali: prezzi dell'energia più elevati per alcuni acquirenti asiatici, pressioni sulla disponibilità di materie prime e un aumento dell'influenza commerciale della Cina nei confronti di Mosca. Nei prossimi mesi, osservatori e governi seguiranno con attenzione sia le dinamiche delle forniture sia le reazioni politiche nelle capitali coinvolte.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 23 ottobre 2026

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