Fmi: rallenta l'economia globale, ma l'Italia vede le stime del Pil al rialzo; Btp sotto pressione
Il World Economic Outlook avverte su crescita ridotta e inflazione in aumento; l'Fmi rivede al rialzo il Pil italiano ma segnala un aumento dei rendimenti sui titoli di Stato.
L'Fondo Monetario Internazionale avverte che l'economia mondiale ha tenuto, ma il margine di sicurezza è molto ridotto. Nel nuovo World Economic Outlook, pubblicato durante i meeting annuali con la Banca Mondiale a Bangkok, il Fondo stima una crescita globale in rallentamento al 3,1% nel 2026, con una risalita al 3,4% nel 2027.
L'inflazione dovrebbe attestarsi al 4,7% quest'anno e scendere al 4,1% il prossimo anno, secondo il rapporto. Il documento mette in evidenza come l'accumulo di tensioni geopolitiche e la riduzione delle scorte energetiche possano rapidamente tradursi in shock sui prezzi e interruzioni delle forniture.
«Senza rafforzare la capacità di offerta e ricostituire i margini di sicurezza delle politiche economiche, l'economia globale potrebbe presto mettere alla prova i limiti della propria resilienza», si legge nel World Economic Outlook, che inserisce i rischi fiscali e le pressioni da domanda e offerta tra i fattori di vulnerabilità.
Impatto sull'Italia e reazione dei mercati
Per l'Italia l'Fmi ha rivisto al rialzo le stime di crescita: il Pil è previsto crescere dello 0,8% nel 2026 e dello 0,6% nel 2027, un aumento di 0,5 punti percentuali rispetto alle precedenti stime (circa 0,3% e 0,1%). L'upgrade riflette una maggiore resilienza dell'economia italiana nonostante il contesto internazionale.
Tuttavia, la guerra in Iran avviata il 27 febbraio ha pesato sui mercati obbligazionari: i BTP a 10 anni sono tra i titoli sovrani che hanno registrato la più forte crescita dei rendimenti dopo i francesi. Secondo l'analisi del Fondo guidata da Silvana Tenreyro, «i costi di indebitamento sono nettamente cresciuti nelle principali economie più avanzate» e, nel periodo considerato, gli OAT francesi hanno visto un aumento dei rendimenti superiore a 150 punti base, seguiti dall'Italia con oltre 125 punti base.
Questa dinamica ha fatto sì che i rendimenti italiani superassero il trend dei Treasury statunitensi e dei Gilts britannici, aumentando il peso del servizio del debito pubblico e le potenziali pressioni sui conti fiscali.
L'Fmi sottolinea come la combinazione di inflazione elevata, costi di finanziamento in aumento e rischi geopolitici riduca i margini di manovra delle politiche economiche e renda necessarie azioni per rafforzare l'offerta e ricostituire buffer fiscali.
Le autorità italiane e i mercati osserveranno con attenzione l'evoluzione dei prezzi energetici e dei rendimenti, poiché un ulteriore peggioramento degli shock di offerta o nuovi episodi di instabilità geopolitica potrebbero tradursi in pressioni ulteriori sui tassi e sui conti pubblici.
Fact Check
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Verificato il: 13 ottobre 2026