Friuli Venezia Giulia: Autostrade Alto Adriatico congela i pedaggi fino al 2029
La concessionaria in-house rinuncia all'aumento e chiederà al Mit di non applicarlo, per alleggerire famiglie, pendolari e imprese.
Autostrade Alto Adriatico ha annunciato che manterrà invariati i pedaggi sulla propria rete fino al 2029 e chiederà al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti di rinunciare all'aumento previsto. La decisione, deliberata oggi in assemblea con l'aggiornamento del Piano economico finanziario per il quinquennio 2025-29, intende dare un sollievo immediato a famiglie, pendolari, aziende e autotrasportatori colpiti dagli ultimi rincari.
La società, concessionaria in-house delle Regioni Friuli Venezia Giulia e Veneto, mantiene i pedaggi 'congelati' dal 2018: nonostante l'aumento tariffario fosse giustificato dall'aumento dell'inflazione, la direzione ha deciso di non applicarlo fino alla scadenza del nuovo piano. L'assemblea ha inoltre autorizzato la sottoscrizione dell'Atto Aggiuntivo all'Accordo di Cooperazione, fase necessaria per formalizzare il nuovo assetto gestionale e finanziario.
Il modello della società viene descritto come virtuoso nella nota ufficiale: Autostrade Alto Adriatico realizza lavori per centinaia di milioni di euro, reinveste gli utili sul territorio e sostiene che il mantenimento del pedaggio contenuto sia un vero e proprio servizio pubblico, in linea con le delibere dell'Autorità di Regolazione dei Trasporti e con gli indirizzi della Direzione generale del Mit.
Secondo il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, la scelta risponde a una contingenza economica che impone «scelte coraggiose». Fedriga ha sottolineato come le tensioni sui prezzi del carburante e l'incertezza del quadro internazionale abbiano reso necessaria una misura volta ad alleggerire il carico sui cittadini e sulle imprese che utilizzano la rete autostradale.
La decisione ha carattere sia politico che operativo: da un lato rappresenta un intervento immediato di sostegno sociale; dall'altro pone l'accento sul ruolo della concessionaria come soggetto che deve bilanciare investimenti infrastrutturali e sostenibilità tariffaria. Il prossimo passaggio formale sarà la richiesta al Mit di rinunciare all'aumento previsto, procedura che dovrà essere valutata dalle autorità competenti alla luce del nuovo Piano economico finanziario.
Il provvedimento rafforza l'immagine della società come gestore che punta a contenere i costi per l'utente pur continuando a finanziare interventi sul territorio, ma apre anche interrogativi su come verranno coperti nel medio periodo gli oneri legati all'inflazione e agli investimenti programmati: aspetti che l'Atto Aggiuntivo e il dialogo col Ministero dovranno chiarire nei prossimi mesi.
Fact Check
Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.
Fonte:
Verificato il: 07 ottobre 2026