Genova, corteo dei lavoratori dell’ex Ilva: Salis e Bucci chiedono al Governo di evitare la chiusura

Manifestazione a Cornigliano contro la fermata annunciata: richieste urgenti per approvvigionamenti, piano produttivo e tutela dell'occupazione.

A cura di Redazione Redazione
12 ottobre 2026 10:34
Notizia verificata · Fonte: dire.it · Vedi fonti
Genova, corteo dei lavoratori dell’ex Ilva: Salis e Bucci chiedono al Governo di evitare la chiusura -
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Genova — Centinaia di lavoratori dell'ex Ilva di Cornigliano hanno sfilato oggi in corteo contro la fermata temporanea annunciata dello stabilimento. A guidare la manifestazione è stata la sindaca Silvia Salis, che ha sollecitato il Governo e i commissari di Acciaierie d'Italia a mettere in campo un piano per garantire la continuità produttiva e salvaguardare lavoro e produzione.

La sindaca Salis ha sottolineato nella lettera inviata al ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, che «a Genova non c'è una motivazione industriale per fermare una fabbrica che ha lavoro» e che la mancanza attuale è soprattutto di materia prima, «che può essere acquistata sul mercato internazionale». Nel documento si richiede l'attivazione di soluzioni operative, finanziarie e logistiche utili all'approvvigionamento di semilavorati, un incontro urgente e l'istituzione di un tavolo permanente di confronto tra istituzioni e vertici aziendali.

Il presidente della Regione Marco Bucci, presente al corteo, ha ribadito che «il messaggio da Genova è molto chiaro: non vogliamo la chiusura della fabbrica». Bucci ha spiegato di aver chiesto al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e al ministro Urso di prevedere l'acquisto di coils per assicurare le forniture agli stabilimenti liguri. Ha poi distinto la situazione di Taranto, legata anche a questioni giudiziarie, da quella di Genova e Novi Ligure, dove — a suo avviso — è possibile proseguire la produzione.

Richieste e mobilitazione sindacale

La mobilitazione è stata accompagnata da un'assemblea davanti alla portineria dello stabilimento, dove il vicesindaco Alessandro Terrile ha portato la solidarietà della città. Il segretario nazionale della Fiom, Michele de Palma, ha annunciato uno sciopero di 24 ore in tutti i siti del gruppo e ha avvertito: «Siamo partiti e non ci fermeremo fino a quando non avremo risposte». De Palma ha chiesto risorse al Governo per evitare la cassa integrazione, una società partecipata pubblica per realizzare un piano straordinario che mantenga in marcia gli impianti e investimenti per manutenzione, sicurezza, decabonizzazione e bonifiche.

I rappresentanti sindacali ribadiscono che l'obiettivo è tutelare il reddito e la dignità dei lavoratori, evitando licenziamenti e garantendo interventi strutturali che permettano agli stabilimenti liguri di continuare a fornire prodotti richiesti dal mercato. La mobilitazione potrebbe proseguire con ulteriori articolazioni territoriali se non arriveranno risposte concrete.

La protesta odierna mette al centro la richiesta di un intervento governativo mirato per assicurare materie prime e continuità operativa, in modo da evitare uno stop che, secondo le istituzioni locali e i sindacati, sarebbe insostenibile per l'economia e per il tessuto sociale di Genova. Fonte: Agenzia Dire.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

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Verificato il: 12 ottobre 2026

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