Inflazione, Meloni scrive a von der Leyen: «I conti sono totalmente cambiati, tenerne conto»

La premier chiede alla Commissione Ue di valutare l'impatto dell'inflazione sui conti pubblici e convoca un vertice sul caro energia.

A cura di Redazione Redazione
01 ottobre 2026 21:33
Notizia verificata · Fonte: dire.it · Vedi fonti
Inflazione, Meloni scrive a von der Leyen: «I conti sono totalmente cambiati, tenerne conto» -
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La premier Giorgia Meloni ha inviato una lettera alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen chiedendo che l'Unione tenga conto di uno scenario di inflazione molto più elevato rispetto a quanto previsto, con possibili pesanti ripercussioni sui conti pubblici. La richiesta, annunciata oggi presso la CNA e formalizzata con la missiva, è accompagnata dalla convocazione di un vertice a Palazzo Chigi con i ministri Giorgetti e Salvini per valutare l'impatto su famiglie, imprese e manovra.

Meloni ha spiegato che se le stime europee erano basate su un'inflazione programmata ora superata dai fatti, «i conti sono completamente diversi» e comportano adeguamenti automatici per legge (pensioni, assegno unico) che ricadono sul bilancio pubblico. L'obiettivo dichiarato dell'esecutivo è contenere l'effetto dell'aumento dei costi e preservare la competitività del sistema produttivo.

Punti chiave della lettera

  • La missiva rileva come i mercati energetici rimangano tesi e come il contesto internazionale (crisi in Medio Oriente) abbia peggiorato le prospettive. Nel testo si cita che il prezzo del petrolio in euro è superiore di circa +80% dall'inizio dell'anno e il gas naturale è aumentato di +156%.

  • Meloni sottolinea che, nonostante interventi nazionali per frenare l'aumento delle bollette, il reddito reale delle famiglie è sotto pressione e l'inflazione a settembre ha raggiunto un nuovo massimo.

  • La premier evidenzia che l'incremento a breve termine del gettito da imposte indirette non può automaticamente essere usato per finanziare misure di sostegno, salvo che uno Stato membro non abbia margine all'interno della traiettoria di spesa netta concordata con l'UE.

  • Viene contestata la natura del tetto nominale alla crescita della spesa netta: tale regola potrebbe non cogliere pienamente l'impatto finanziario di un'inflazione che supera significativamente le proiezioni alla base dei piani di bilancio.

La lettera porta esempi concreti: per l'Italia, la dotazione di spesa direttamente influenzata da un'inflazione più alta equivale al 20,4% del PIL, mentre altre componenti interessate già nel 2027 ammontano al 12,0% del PIL. Meloni avverte del rischio che la spesa pubblica aumenti per meccanismi automatici e per processi di mercato al di fuori del controllo dei governi.

Nel documento la premier afferma la consapevolezza dell'Italia rispetto agli impegni fiscali e alla procedura per i disavanzi eccessivi, ma chiede che la Commissione utilizzi il margine di valutazione disponibile per riconoscere gli effetti dell'inflazione nell'esame ex ante dei piani di bilancio. Meloni ritiene la questione urgente e propone che sia discussa dai ministri delle finanze nella prossima riunione dell'ECOFIN.

Fonti di Palazzo Chigi indicano che la richiesta italiana mira a ottenere la possibilità di utilizzare almeno parte delle entrate aggiuntive generate dall'inflazione per misure temporanee e mirate a sostenere famiglie e imprese, senza compromettere la sostenibilità del debito nel medio termine. La premier si dichiara disponibile a incontrare la Commissione per approfondire i dettagli e lavorare a una risposta comune.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 01 ottobre 2026

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