Legge elettorale, Lollobrigida: «Trasparenza, non truffa. E mai più spartizioni»

Il ministro difende la riforma: reintroduce la preferenza dal 1992, punta a maggiore trasparenza e a impedire accordi di palazzo dopo il voto.

A cura di Redazione Redazione
08 ottobre 2026 22:33
Notizia verificata · Fonte: dire.it · Vedi fonti
Legge elettorale, Lollobrigida: «Trasparenza, non truffa. E mai più spartizioni» -
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ROMA — Il ministro dell'Agricoltura, Francesco Lollobrigida, ha difeso pubblicamente la nuova legge elettorale definendola una norma di «grande trasparenza» e respingendo le accuse dell'opposizione che l'hanno bollata come «truffa». Secondo il ministro, la riforma reintroduce la possibilità di esprimere una preferenza, una novità che in Italia mancava dal 1992, e punta a impedire la formazione di governi frutto di spartizioni post-voto.

Lollobrigida ha richiamato l'attenzione sul fatto che la legge non determina il vincitore delle elezioni ma «determina quello che accadrà il giorno dopo il voto». Il ministro ha spiegato che il testo mette gli elettori nella condizione di indicare una persona che vorrebbero vedersi proposta al Presidente della Repubblica come capo della coalizione, precisando tuttavia che tale indicazione non è vincolante per il Capo dello Stato in base alla Costituzione.

Nel corso dell'intervento a Dritto e Rovescio su Rete 4, Lollobrigida ha respinto le critiche dell'opposizione e ha difeso la ratio della riforma: «È una legge di trasparenza, di truffa ne ha veramente poca». Il ministro ha inoltre commentato con toni polemici alcune affermazioni rivolte a figure storiche, affermando che «dare del truffatore a De Gasperi mi sembra una parola forte».

Il titolare del dicastero ha motivato la riforma anche con la volontà di contrastare la prassi, a suo dire consolidatasi in passato, per cui forze politiche che si contrapponevano in campagna elettorale poi componevano governi nei corridoi del Parlamento «per spartirsi poltrone», generando un clima di instabilità che, secondo lui, la nuova legge dovrebbe contribuire a evitare.

Sullo sfondo del dibattito parlamentare, la riforma (denominata nei resoconti come "Lo Stabilicum") è stata approvata con 227 voti a favore e 164 contrari. Il passaggio in Aula ha rilanciato il confronto politico, con la maggioranza che ha sottolineato il valore della scelta popolare e l'opposizione che ha continuato a sollevare dubbi sulla natura e sugli effetti del meccanismo elettorale.

Le dichiarazioni di Lollobrigida si inseriscono quindi in un confronto politico acceso sulla legge: da una parte la maggioranza che evidenzia la trasparenza e il ritorno di una preferenza personale; dall'altra l'opposizione che avanza critiche sul presunto impatto della riforma sul sistema di rappresentanza. Il dibattito pubblico e giuridico attorno al testo è destinato a proseguire nei prossimi passaggi istituzionali e mediatici.

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Verificato il: 08 ottobre 2026

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