Leopolda14: Renzi apre ai riformisti di Forza Italia — «Venite con noi, anche in minigonna»; Forza Italia reagisce: «Il centro è casa nostra»
A Firenze l'appello di Matteo Renzi ai centristi di Forza Italia scatena il rifiuto di Tajani e Occhiuto: scontro sul ruolo del centro in vista delle prossime sfide elettorali.
A Firenze, alla chiusura della Leopolda14, il leader di Italia Viva Matteo Renzi ha lanciato un appello pubblico ai «riformisti» e ai centristi di Forza Italia perché lascino il centrodestra e si uniscano al suo progetto politico. Sul palco Renzi ha affermato che «la porta è aperta» e ha aggiunto, con la consueta ironia, «potete venire anche in minigonna», riferendosi alle recenti polemiche su battute interne al centrodestra.
Renzi ha motivato l'offerta con la preoccupazione per un possibile cambiamento de facto della Costituzione qualora vincesse Giorgia Meloni: «Se la Meloni va avanti, rischiamo un presidenzialismo de facto», ha detto, sollecitando l'unità fra terzo polo, centrosinistra e M5S per evitare una vittoria del centrodestra. Dal palco sono arrivate dure critiche anche a Giuseppe Conte ed Elly Schlein, considerati interlocutori da contendere nell'area progressista.
L'appello si inserisce in una strategia più ampia di Renzi per ricostruire un centro politico riformista e europeista che attragga esponenti moderati: il senatore ha annunciato che nelle «prossime ore» potrebbero arrivare segnali di adesione da parte di alcuni esponenti forzisti.
Reazioni di Forza Italia
Le risposte di Forza Italia sono arrivate immediate e nette. Il segretario nazionale Antonio Tajani ha respinto l'invito, rivendicando che «il centro è uno solo: Forza Italia», presentandosi come la casa naturale dei moderati, del popolarismo europeo e della classe dirigente moderata. Tajani ha sottolineato le aperture del partito a forze che si riconoscono nel popolarismo e nel progetto moderato per il centrodestra.
Il vice segretario e presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, ha ribaltato la domanda: «Caro Renzi, che ci fai tu nel campo largo?». Occhiuto ha definito il centrodestra guidato da Giorgia Meloni «una coalizione moderna, europeista e atlantista», e ha contestato la narrazione che lo dipingerebbe come sovranista. Per Occhiuto, i riformisti troverebbero maggiore spazio nel centrodestra, non nel campo progressista che, a suo dire, sarebbe incline a politiche più assistenzialiste e a posizioni ambigue su temi internazionali.
Le dichiarazioni di Tajani e Occhiuto hanno ribadito la linea del «mai con il centrosinistra» e offerto al contempo un invito a interlocutori moderati interessati a proseguire nel solco popolare e liberale del centrodestra.
L'attacco politico di Renzi ha inoltre puntato il dito contro alleanze potenzialmente pericolose per il centro, citando il rischio che figure come Vannacci possano trascinare la coalizione verso scelte divisive. Renzi ha evocato anche il rischio che, in caso di vittoria della destra, si possa tentare una manovra per portare la leader del partito al Quirinale, definendola un «all-in» della Meloni.
Sul piano pratico, lo scontro aperto alla Leopolda14 pone tre questioni immediate: la possibilità di defezioni all'interno di Forza Italia, l'eventuale ricomposizione dell'area centrista in vista delle prossime tornate elettorali e l'impatto di questi segnali sulle trattative parlamentari e di coalizione. Renzi ha promesso segnali nelle prossime ore; Forza Italia ha risposto ribadendo la propria identità e offerta politica.
Negli ambienti politici resta quindi alta l'attenzione sulla tenuta dei punti di equilibrio tra centrodestra e aree riformiste: la posta in gioco è la definizione del perimetro del centro nei prossimi mesi e la capacità dei leader di attrarre o respingere adesioni che potrebbero cambiare l'assetto delle alleanze.
Fact Check
Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.
Fonte:
Verificato il: 04 ottobre 2026