Mattarella: lasciare l'Europa sarebbe un'«autolesionistica fuga dalla realtà», serve un'Unione più rapida e coesa
Al Vertice Arraiolos in Slovenia il Presidente sollecita decisioni più veloci, difesa comune, completamento finanziario e accelerazione dell'allargamento.
ROMA — Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha avvertito che immaginare un futuro nazionale fuori dall'Unione Europea sarebbe «una **autolesionistica fuga dalla realtà»», ribadendo al XXI Vertice dei Paesi del gruppo Arraiolos in Slovenia l'urgenza di un'Europa più unita e più veloce nelle decisioni di fronte a crescenti tensioni geopolitiche.
Secondo Mattarella, l'Unione si trova di fronte a sfide che investono la sicurezza, la prosperità e la sua capacità di agire con autorevolezza: «Nessun Paese del continente — nessuno — può pensare a un futuro separato da quello degli altri», ha detto, sottolineando come il rischio sia non solo un'illusione ma un atto autolesionista.
Dati citati dal presidente mostrano come, a suo avviso, l'opinione pubblica europea sostenga la necessità di maggior integrazione: l'Eurobarometro indicherebbe che circa il 90% dei cittadini chiede più unità tra Stati membri e che il 75% considera l'Unione un fattore di stabilità in un contesto mondiale di crisi.
Un punto centrale del discorso è la richiesta di modalità decisionali più snelle e veloci: Mattarella ha ricordato che, in dodici anni di partecipazione al forum Arraiolos, ha visto crescere la consapevolezza che l'attuale meccanismo decisionale non è adeguato a un'Unione chiamata ad affrontare problemi che nascono e si evolvono con grande rapidità. Decisioni in ritardo rischiano di essere inefficaci e di lasciare spazio ad attori esterni che poi determinano gli esiti per l'Europa.
Sul fronte della difesa, il Capo dello Stato ha chiesto determinazione e rapidità nel perseguire interoperabilità tra gli strumenti militari europei, sia come condizione per una difesa comune sia per rafforzare la Nato sul versante europeo e ripristinare un equilibrio strategico rispetto alla postura della Russia, fattore che storicamente ha contribuito a garantire la pace.
Mattarella è tornato inoltre sulla necessità di completare il sistema finanziario dell'Unione, definendolo un passaggio indispensabile per confrontarsi con altre economie forti: si tratta di un progetto complesso ma, a suo giudizio, irrinunciabile per rafforzare la competitività europea.
Altra emergenza politica evidenziata è il negoziato sul Quadro Finanziario Pluriennale (QFP): le scelte sul bilancio pluriennale definiranno non solo la distribuzione delle risorse ma anche il livello di ambizione con cui l'Europa intende affrontare le trasformazioni in atto. Mattarella auspica un QFP adeguatamente ambizioso, con strumenti e risorse commisurate alle responsabilità crescenti.
Infine, sul piano commerciale, il presidente ha difeso la rete di accordi di libero scambio (dal Canada al Mercosur, dal Giappone all'India e all'Australia) come fonte di interessi condivisi e garanzia di pace, alternativa agli scontri e ai contrasti commerciali. Ha richiamato anche l'urgenza di accelerare l'allargamento, dai Paesi dei Balcani occidentali fino a Ucraina e Moldova, osservando che un'Unione «di ben oltre trenta membri» non può funzionare con le attuali modalità decisionali.
Il discorso di Mattarella, pronunciato al summit Arraiolos in Slovenia, mette così al centro l'idea che l'Europa debba combinare unità politica, capacità operativa e risorse adeguate per preservare la stabilità e gli interessi dei suoi cittadini in un contesto internazionale sempre più complesso.
Fact Check
Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.
Fonte:
Verificato il: 16 ottobre 2026