Meloni in Kuwait: tredicesima missione nel Golfo, primo premier italiano a visitare tutti i Paesi del GCC
La presidente del Consiglio in Kuwait per intese su energia e investimenti; Merz e Macron hanno ripetuto la 'diplomazia del Golfo'.
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è arrivata oggi in Kuwait per quella che le agende ufficiali definiscono la sua tredicesima missione nella regione del Golfo. Con questa visita la premier diventa il primo capo di governo italiano a incontrare, nel corso dello stesso mandato, tutti e sei i Paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo (GCC): Arabia Saudita, Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Oman e Qatar. L'agenda ufficiale prevede colloqui con l'emiro Sheikh Mishal Al-Ahmad Al-Jaber Al-Sabah e la firma di intese volte a incrementare investimenti e scambi economici.
Dettagli e contesto
La missione ha una marcata dimensione economica ed energetica: la presenza di capitali kuwaitiani in Italia spazia dal turismo all'immobiliare, dall'alta tecnologia all'energia. È prevista la firma di un accordo tra ICE e la Kuwait Direct Investment Promotion Authority per favorire nuove opportunità di investimento bilaterali. Tra gli attori già presenti sul territorio italiano figura Q8, con una rete distributiva estesa e investimenti nella raffinazione e nella produzione di biocarburanti anche in partnership con Eni.
La visita segue tappe già compiute negli ultimi mesi: a dicembre Meloni era a Manama (Bahrein) per il vertice del GCC e ad aprile aveva visitato l'Arabia Saudita, tornando al centro dell'attenzione per le implicazioni energetiche e strategiche legate alle tensioni regionali.
Negli stessi giorni anche la diplomazia europea si è concentrata sul Golfo: il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha compiuto a febbraio missioni in Arabia Saudita, Qatar ed Emirati per rafforzare partenariati strategici; il presidente francese Emmanuel Macron ha a sua volta visitato Kuwait, Emirati, Bahrein, Qatar e Arabia Saudita. Al centro dei colloqui, soprattutto dopo recenti disordini di piazza, sono stati gli approvvigionamenti energetici.
Secondo fonti ufficiali dell'Eliseo, Emirati e Bahrein si sono impegnati a fornire complessivamente 200.000 tonnellate aggiuntive di gasolio al mese alla Francia: sommate alle forniture saudite, gli impegni raggiungono circa 295.000 tonnellate, equivalenti a circa il 10% dei consumi nazionali francesi. Queste intese illustrano la corsa europea a diversificare fonti e rotte in un contesto segnato dalle tensioni nello Stretto di Hormuz.
La dimensione strategica della missione per l'Italia è stata sintetizzata dalla stessa Meloni in un video diffuso dopo la tappa saudita: «Il Golfo è un attore fondamentale del mercato energetico mondiale e se qui la produzione si contrae o si ferma il prezzo aumenta per tutti e... si può arrivare a non avere tutta l'energia necessaria, anche in Italia». Il messaggio evidenzia la preoccupazione per l'effetto immediato sulle famiglie, sulle imprese e sul potere d'acquisto.
Sul piano geopolitico, la serie di visite sottolinea la volontà dei principali Paesi europei di consolidare legami con il Golfo in funzione di sicurezza energetica e stabilità delle rotte commerciali, in un momento in cui il conflitto tra Iran, Stati Uniti e Israele e le eventuali limitazioni al transito nello Stretto di Hormuz rappresentano rischi concreti per l'approvvigionamento globale.
L'itinerario di Meloni in Kuwait e la sequenza di missioni parallele di Berlin e Parigi disegnano dunque una strategia europea di breve termine: aumentare la resilienza delle forniture energetiche, attrarre investimenti esteri e costruire canali di dialogo politico in una regione che rimane centrale per l'economia e la sicurezza energetica del Vecchio Continente.
Fact Check
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Verificato il: 23 ottobre 2026