Meloni: 'Non sono e non sarò ricattabile'. Esclude alleanza con Vannacci, lo accusa di voler 'farci perdere'
Nel libro di Bruno Vespa la premier respinge intese con Vannacci e definisce il suo progetto mirato a indebolire il governo di centrodestra.
ROMA — Nel libro di Bruno Vespa in uscita il 2 novembre, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni respinge nettamente qualsiasi ipotesi di alleanza con l'onorevole Vannacci: 'Io non ero ricattabile prima, non mi sono fatta ricattare in questi anni di governo, non intendo esserlo domani', e accusa il gruppo che lo segue di avere l'obiettivo dichiarato di 'farci perdere' alle urne.
Meloni sottolinea la volontà di «governare senza ricatti» e ribadisce la scelta di puntare sulla compattezza del centrodestra unito e sull'apporto di nuovi movimenti civici. Nel testo, anticipato dall'editore, la premier precisa che l'ex vicesegretario della Lega ha scelto di abbandonare il centrodestra e che i parlamentari che lo hanno seguito hanno, secondo lei, tradito il mandato elettorale.
Secondo Meloni, i deputati e i senatori transitati con Vannacci votano ormai costantemente in opposizione insieme a figure come Conte, Schlein, Renzi e Fratoianni, configurando un'area che lei definisce un 'campo larghissimo' con affinità anche sulle argomentazioni politiche. Nel libro emerge la denuncia di una strategia politica volta a favorire il ritorno della sinistra al governo.
Nel passo citato, Meloni indica anche il nuovo soggetto politico — citato come 'Futuro nazionale' — come un gruppo nato con lo scopo esplicito di far cadere il primo presidente del Consiglio espressione della destra italiana. 'Un partito che nasce per questo può chiamarsi come vuole, ma di destra non è', si legge nella sintesi delle sue parole.
L'anticipazione compare nell'opera di Bruno Vespa, "Storia della Seconda Repubblica. Da Berlusconi a Meloni, da Prodi a Schlein", che sarà pubblicata da Mondadori-RAI libri lunedì 2 novembre: la data di uscita può contribuire a portare il tema nelle agende politiche a breve termine.
Il giudizio della premier mette in evidenza tensioni interne e questioni di cohesione all'interno dell'area di centrodestra, oltre a lanciare un monito verso chi, a suo avviso, intenderebbe mettere in discussione la tenuta dell'esecutivo attraverso mosse politiche mirate. Le parole di Meloni possono influenzare il dibattito pubblico sul perimetro della coalizione e sulle alleanze in vista delle prossime consultazioni elettorali.
L'articolo è basato sull'anticipazione fornita dall'Agenzia Dire e sulle citazioni tratte dal volume di Vespa; non sono riportate nel testo ulteriori reazioni ufficiali dalle forze politiche coinvolte. Fonti e data di pubblicazione dell'opera sono indicate come elementi centrali per contestualizzare le affermazioni della premier.
Il passaggio, anticipato dall'editore, segnala un tema che potrebbe avere riflessi immediati sulla strategia del centrodestra e sull'assetto delle forze parlamentari, restando tuttavia ancorato alle parole pubblicate nel libro e alle dichiarazioni della stessa Meloni.
Fact Check
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Verificato il: 30 ottobre 2026