Mercati in allarme: la vittoria di Lula fa temere il crollo delle Borse brasiliane
Bloomberg segnala già crolli degli ETF e pressione sul real; investitori temono contenzioso politico e finanza pubblica fragile.
La vittoria al ballottaggio del presidente Luiz Inacio Lula da Silva ha scatenato forti timori tra gli operatori finanziari, con segnali già visibili di un possibile crollo dei mercati brasiliani. Secondo quanto riportato da Bloomberg e rilanciato dall'Agenzia Dire, gli investitori si preparano a una seduta di elevata volatilità, con riflessi su azioni e valuta.
Dati di mercato
I principali indicatori mostrano movimenti bruschi: un ETF legato alle azioni brasiliane ha registrato in Giappone una flessione del 16%, il peggior calo dal 2020; l'indice Ibovespa di San Paolo è sotto pressione e derivati sul cambio segnalano un real a 5,55 per dollaro, uno spostamento che implicherebbe oltre il 10% di svalutazione rispetto alle quotazioni di fine settimana.
Gli operatori spiegano che la reazione riflette una combinazione di fattori: il timore di un contenzioso politico prolungato — alimentato dal ricorso dello sfidante dopo il risultato — e la percezione che il presidente rieletto sia poco incline ad adottare misure di austerity ritenute necessarie per rassicurare i mercati e ridurre la pressione sui tassi d'interesse. Al primo turno era emerso in testa lo sfidante Flavio Bolsonaro, elemento che aveva già polarizzato gli umori degli investitori.
Sul piano della finanza pubblica, lo scenario non è rassicurante: il debito pubblico brasiliano è salito all'82,9% del PIL ad agosto, mentre il disavanzo a giugno si era avvicinato al livello di crisi pandemica, vicino al 10%. Questi dati riducono lo spazio di manovra per eventuali misure fiscali volte a contenere lo scostamento dei mercati.
Per i mercati l'immediato è un test di fiducia: gli analisti indicano che il primo impatto sui corsi azionari e sul cambio potrebbe acuirsi lunedì, con possibili oscillazioni significative dell'Ibovespa e del real. Le fonti citate sono Bloomberg e Agenzia Dire, che sottolineano come la combinazione di instabilità politica e fragilità fiscale aumenti il rischio di una correzione marcata nei prossimi giorni.
Fact Check
Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.
Fonte:
Verificato il: 26 ottobre 2026