Milano, primarie di centrosinistra: Gaza irrompe nello scontro per il dopo-Sala
Alla vigilia del 7 ottobre il dibattito su Gaza spacca il centrosinistra milanese: gemellaggi, accuse di genocidio e proposte di nuove regole per le primarie.
Alla vigilia del 7 ottobre la questione palestinese è esplosa al centro delle primarie del centrosinistra a Milano, imponendosi come tema decisivo e spesso divisivo. Proposte provenienti da correnti interne sul sospendere il gemellaggio con Tel Aviv e dichiarazioni durissime contro il governo israeliano hanno polarizzato candidati e dirigenti locali, spostando il dibattito dalle classiche tematiche amministrative alle questioni di politica estera.
Il deputato dem Pierfrancesco Majorino ha chiesto che chi corre alle primarie si impegni a sospendere il gemellaggio con Tel Aviv “almeno fino a quando quella municipalità non si schieri chiaramente contro il massacro in corso a Gaza”. Un altro esponente vicino a Majorino, Paolo Romano, ha promosso l’iniziativa “Italia chiama Palestina”, mentre il consigliere comunale Daniele Nahum (esponente di Azione e schierato con Mario Calabresi) ha definito l’iniziativa un «accostamento di Israele al Terzo Reich», parlando di un «punto politico gravissimo». Queste dichiarazioni hanno innescato un acceso scambio tra le diverse anime del centrosinistra.
Dal fronte critico è arrivata una replica netta: Romano ha sostenuto che «nel centrosinistra milanese, fosse per me, non dovrebbe esserci spazio per chi non riconosce che il governo stragista di Netanyahu sta commettendo un genocidio a Gaza». La discussione, oltre alle posizioni nette sui fatti internazionali, ha aperto un confronto interno sul ruolo che tali giudizi devono avere nella scelta dei candidati locali.
Reazioni e impatto sulle primarie
Il commento del giornalista David Parenzo sul Foglio ha evidenziato come, a suo avviso, la verifica su posizioni ideologiche stia soppiantando le questioni amministrative nella corsa al dopo-Beppe Sala. Parenzo osserva che diventa più «facile» misurarsi sulla geopolitica che sui conti e sulle politiche cittadine, e suggerisce persino di cambiare le **regole per le primarie»: secondo il pezzo, per votare non basterà dichiararsi elettori del centrosinistra ma si dovrebbe dimostrare una conoscenza specifica del dibattito, con effetti potenzialmente selettivi sulla platea degli elettori.
Il confronto, documentato da Repubblica, Il Foglio e ripreso dall'Agenzia Dire, testimonia come un tema di politica internazionale possa ridefinire equilibri interni e strategie elettorali locali, imponendo ai candidati di chiarire non solo programmi di governo ma anche posizioni su questioni etiche e geopolitiche.
Fact Check
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Verificato il: 05 ottobre 2026