Onu, Wsj: l’amministrazione Trump valuta Viktor Orbán come candidato a Segretario Generale

Il Wall Street Journal: Washington avrebbe sondato Mosca e Pechino per una candidatura congiunta; Londra e Parigi potrebbero però porre veto.

A cura di Redazione Redazione
26 ottobre 2026 15:34
Notizia verificata · Fonte: dire.it · Vedi fonti
Onu, Wsj: l’amministrazione Trump valuta Viktor Orbán come candidato a Segretario Generale -
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Il Wall Street Journal riporta che l'amministrazione Trump sta valutando la candidatura di Viktor Orbán per la carica di Segretario Generale delle Nazioni Unite, aprendo uno scenario di forte impatto geopolitico. Secondo fonti governative di tre Paesi citate dal quotidiano, la Casa Bianca avrebbe incoraggiato l'ex primo ministro ungherese e prospettato un'intesa con Stati Uniti, Russia e Cina per sostenere la sua corsa.

L'idea, nata nella cerchia dell'entourage trumpiano, sarebbe stata discussa in colloqui preliminari con le diplomazie di Mosca e Pechino, che avrebbero espresso parere favorevole. Un funzionario del Dipartimento di Stato ha ammesso che «a prima vista la proposta può sembrare una follia», ma ha ricordato la regola non scritta del Palazzo di Vetro: quando Washington, Mosca e Pechino convergono su un candidato, spesso riescono a imporlo nel Consiglio di Sicurezza.

Secondo il Wsj, Orbán si sarebbe mostrato aperto alla sfida ma ha chiesto garanzie: non intende scendere in campo senza una solida certezza di vittoria. A livello politico il dossier sarebbe già salito ai massimi livelli a Washington: sia Donald Trump sia il vicepresidente JD Vance sarebbero pronti a formalizzare il sostegno subito dopo le elezioni di metà mandato statunitensi.

Il percorso resta però pieno di ostacoli procedurali. Il Dipartimento di Stato stima che Orbán possa partire con una base di almeno otto voti nel Consiglio di Sicurezza, con il potenziale per arrivare a dieci. La nomina, tuttavia, richiede la raccomandazione del Consiglio, dove i cinque membri permanenti (P5) hanno diritto di veto: Francia e Regno Unito potrebbero pertanto bloccare la candidatura opponendo il loro veto.

La possibile convergenza tra Washington, Mosca e Pechino su un candidato come Orbán rappresenterebbe una rarità diplomatica e potrebbe aprire una frattura significativa tra le potenze occidentali, qualora Londra e Parigi decidessero di esercitare il veto. Tale dinamica solleva interrogativi sulla neutralità e legittimità dell'Onu in un contesto di crescente polarizzazione internazionale.

Dal punto di vista procedurale, la strada prevede la raccomandazione del Consiglio di Sicurezza e poi l'elezione in Assemblea Generale: entrambe le fasi rimangono soggette a pressioni politiche e a possibili colpi di scena. L'ipotesi battuta dal Wsj è al momento un'indiscrezione che, se confermata, avvierebbe un confronto diplomatico serrato tra alleanze e interessi contrastanti.

La notizia è stata rilanciata in Italia dall'Agenzia Dire, che cita il rapporto del Wall Street Journal e le fonti governative estere. Al momento non sono state ufficializzate candidature né comunicazioni formali da parte della delegazione ungherese o dell'Onu; la vicenda resta tuttavia sotto osservazione per le sue possibili conseguenze internazionali.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

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Verificato il: 26 ottobre 2026

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