Piantedosi: «Non siamo disponibili a un passo indietro sui Cpr», uno previsto in Toscana
Il ministro dell'Interno a Firenze difende i Centri per il rimpatrio: utilità, legittimità e necessità per la sicurezza secondo il Viminale.
Il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, ha ribadito a Firenze che il governo non farà passi indietro sulla realizzazione dei Centri di Permanenza per i Rimpatri (Cpr). Parlò durante la festa del Foglio, sottolineando che i Cpr sono ritenuti utili e legittimi dal Viminale per sanzionare l'irregolarità del soggiorno e per «contenere la loro pericolosità». Un nuovo centro è previsto anche in Toscana.
Piantedosi ha difeso la scelta del governo come risposta a esigenze di ordine pubblico e di gestione dei flussi migratori: «Non siamo disponibili a fare un passo indietro, perché siamo fortemente convinti dell'utilità oltre che della legittimità di questa iniziativa di realizzare i Cpr». Nel discorso il ministro ha ripetuto più volte la convinzione dell'esecutivo sulla necessità di questi strumenti amministrativi.
Sull'opposizione locale, il ministro ha registrato «alcune obiezioni degli amministratori locali», ma le ha descritte come contraddittorie: a suo dire, gli stessi amministratori sono poi i primi a chiedere misure più incisive quando avvengono episodi legati a persone irregolari. Piantedosi ha precisato di non riferirsi al presidente della Regione Giani quando ha parlato delle obiezioni.
Secondo il titolare del Viminale, la proposta dei Cpr risponde anche a sollecitazioni provenienti dagli enti locali che, pur esprimendo resistenze formali, cercano strumenti per gestire casi di cronaca collegati a soggetti espulsi o irregolari. «Proprio per andare incontro a questa sollecitazione... siamo motivati ad andare avanti», ha detto Piantedosi.
Contesto e punti aperti
I Cpr, citati dal ministro, sono strutture amministrative destinate alla detenzione temporanea di persone in attesa di rimpatrio. La loro istituzione e riattivazione sono da anni al centro di dibattiti politici e giuridici, con posizioni divergenti tra governo, amministrazioni locali e organizzazioni per i diritti umani. Dal discorso del ministro emergono la volontà e la determinazione dell'esecutivo a proseguire il percorso di realizzazione, ma non sono stati forniti dettagli operativi su tempi, sedi precise, né sulle misure di tutela per i detenuti.
La dichiarazione arriva in un quadro politico in cui la gestione dei flussi migratori resta uno dei temi sensibili per l'ordine pubblico e per la politica interna. La proposta di un Cpr in Toscana apre immediatamente la discussione sul coinvolgimento delle istituzioni regionali e comunali e su eventuali ricorsi o opposizioni pubbliche.
Il governo non ha ancora pubblicato un calendario ufficiale delle aperture né un testo normativo aggiornato allegato all'annuncio; resta quindi da verificare come e quando verranno formalizzate le decisioni anticipate oggi dal ministro. Amministratori locali, associazioni e osservatori giuridici sono gli attori che nelle prossime settimane potrebbero dare riscontri formali all'iniziativa del Viminale.
Fact Check
Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.
Fonte:
Verificato il: 10 ottobre 2026