Primarie a due e in fretta: Franceschini spinge per il turno unico, Gentiloni appoggia; Conte chiede il programma prima
Franceschini chiede primarie a due entro febbraio con turno unico; Gentiloni: 'Sbrighiamoci'. Conte: 'Prime il programma, poi le primarie'.
Roma. Dario Franceschini propone primarie del centrosinistra «a due» e «in fretta», da svolgere con turno unico entro l'inizio di **febbraio», sostenendo che solo Elly Schlein e Giuseppe Conte sono oggi candidati con reale possibilità di vittoria. La proposta, rilanciata in un'intervista a 'La Repubblica', riceve il plauso di Paolo Gentiloni mentre lo stesso Giuseppe Conte ribadisce la necessità di definire prima il programma di coalizione e poi procedere immediatamente alle primarie.
Franceschini motiva la richiesta spiegando che il campo largo non deve perdersi in un «dibattito ombelicale» mentre l'Italia affronta problemi «seri e gravi». Nel dettaglio il ministro chiede che, oltre alla scelta del formato a due concorrenti e al turno unico, entro novembre vengano sottoscritti punti programmatici comuni per evitare che la consultazione popolare diventi fonte di ulteriore frammentazione.
Per Franceschini la scelta del modello a due è anche una misura pratica: con più candidati si renderebbe necessario il doppio turno, con il rischio che il primo round produca percentuali basse e non rappresentative (ipotetico riferimento al 18%). Un confronto a due, invece, sarebbe «politicamente più comprensibile» e permetterebbe di accorciare i tempi e concentrare la campagna.
Reazioni nel centrosinistra
A stretto giro sono arrivate le reazioni: l'ex premier e commissario Ue Paolo Gentiloni ha detto a La7 di essere d'accordo con Franceschini, invitando a «sbrigarsi» e aggiungendo che, se i candidati restassero quelli attuali, voterebbe per Elly Schlein. Queste parole segnano un appello alla rapidità e alla chiarezza del percorso politico.
Giuseppe Conte, invece, ha risposto sottolineando di essere «stanco di parlare delle primarie» e preferendo focalizzarsi sui problemi dei cittadini. Pur confermando che le primarie si faranno, Conte ha chiarito che esse verranno discusse «un attimo dopo il programma» e che l'intenzione è di svolgerle «subito» una volta definiti i punti programmatici condivisi.
La proposta di Franceschini sarà uno dei temi centrali della convention del correntone Pd a Montepulciano, dove si discuteranno calendario, regole e condizioni necessarie per rendere la procedura unificante e mobilitante. In campo rimangono nodi pratici: chi ha diritto di partecipare ai gazebo, come verificare le sottoscrizioni e quali tutele introdurre contro l'uso della consultazione come palcoscenico da parte di candidati esterni.
Sul piano politico la scelta tra primarie a due e consultazione più aperta sintetizza un dilemma strategico: favorire unità e chiarezza rapidamente o consentire una mobilitazione più ampia che però rischia di prolungare la competizione e frammentare il consenso. Franceschini avverte del rischio che, senza scadenze e percorsi chiari, i mesi a venire si trasformino in una disputa interna incentrata sulla leadership più che sulle proposte per affrontare la crisi.
La questione resta aperta e con impatto immediato sul calendario elettorale, sulla strategia della coalizione di centrosinistra e sulla visibilità dei candidati: le scelte che verranno prese entro le prossime settimane determineranno il ritmo della campagna e il piano di comunicazione verso gli elettori.
Fact Check
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Verificato il: 23 ottobre 2026