Reggio Children, cinque organizzazioni ebraiche Usa chiedono scuse ufficiali dopo il caso dei docenti

Accuse di 'schedatura' e test di fedeltà politica per educatori ebrei: le associazioni chiedono riparazioni e garanzie per l'inclusività.

A cura di Redazione Redazione
20 ottobre 2026 12:34
Notizia verificata · Fonte: dire.it · Vedi fonti
Reggio Children, cinque organizzazioni ebraiche Usa chiedono scuse ufficiali dopo il caso dei docenti -
Condividi

Cinque importanti organizzazioni ebraiche statunitensi hanno chiesto a Reggio Children di pubblicare scuse ufficiali e inequivocabili dopo l'annullamento di un viaggio di aggiornamento per educatori affiliati a istituzioni ebraiche: le realtà denunciano che alcuni docenti sono stati schedati, sottoposti a controlli sui profili social e invitati a firmare un'attestazione che avrebbe richiesto il rinnegare politiche o azioni militari legate a Israele.

Le associazioni coinvolte — Jewish Federations of North America, ADL (Anti-Defamation League), American Jewish Committee, Conference of Presidents of Major American Jewish Organizations e Prizmah — si dicono «sbigottite» per quello che definiscono un vero e proprio test di fidelizzazione politica e una forma di retorica antisemita rivolta a educatori della prima infanzia.

Secondo le organizzazioni, l'annuncio della visita al Centro Internazionale Loris Malaguzzi è stato accolto da proteste e da espressioni antisemite, e più partecipanti hanno segnalato che i loro profili social sono stati setacciati alla ricerca di legami con Israele, con le Forze di Difesa Israeliane (IDF) o di supporto alle politiche israeliane.

Di fronte a queste segnalazioni, Reggio Children avrebbe predisposto un'attestazione che gli educatori avrebbero dovuto firmare per dichiarare il loro dissenso dalle politiche israeliane: le organizzazioni Usa sottolineano che non esiste alcuna circostanza in cui gli educatori di istituzioni ebraiche debbano essere presi di mira per le loro opinioni personali o i contenuti dei loro spazi online, e definiscono l'uso di tali legami come allarmante e chiaramente antisemita.

Le cinque realtà mettono in guardia anche su un presunto pattern che mira a isolare gli ebrei e le istituzioni ebraiche, limitando lo scambio culturale e la partecipazione agli spazi civici: per questo chiedono che la "Carta per un'educazione democratica e partecipata" venga modificata in modo da non prendere di mira esclusivamente Israele né colpire nello specifico gli ebrei nel mondo.

Dal punto di vista istituzionale, il sindaco Marco Massari ha chiarito che la firma sull'attestazione non era obbligatoria e ha negato che fossero richiesti test di fedeltà politica o religiosa; inoltre, si segnala che un gruppo di educatori israeliani si è rifiutato di firmare e ha ricevuto comunque una accoglienza calorosa con misure di sicurezza adeguate. Con Reggio Children è in corso un confronto sui danni causati dall'attestazione.

La replica locale

A Reggio Emilia la vicenda ha provocato dure repliche. Cosimo Pederzoli, storico attivista pro Palestina che per primo aveva puntato il dito sul viaggio studio, ha attaccato le realtà ebraiche nordamericane chiamandole in causa per i loro presunti legami con il Governo di Israele e definendo la richiesta di scuse una "pretesa senza dignità". Pederzoli sostiene che la JFNA collabori con esecutivi israeliani, che la Conference of Presidents abbia sostenuto posizioni governative internazionali favorevoli a Israele, e accusa l'ADL di posizioni controverse sulla questione palestinese: tutte affermazioni presentate come critiche politiche e accompagnate da forti giudizi.

Pederzoli ha inoltre puntato il dito su Prizmah, definendola rete di riferimento per le Jewish day schools nordamericane e sostenendo che partecipi a programmi con il ministero per la Diaspora israeliano; tra le sue denunce c'è anche il riferimento a strumenti pedagogici come il peluche 'Dubi', citato come esempio di messaggi pro-Israele nelle scuole e criticato dall'attivista.

Al momento l'annullamento del viaggio e lo scontro pubblico tra le organizzazioni Usa, il Comune di Reggio Emilia e Reggio Children restano al centro del dibattito: le associazioni ebraiche insistono nel chiedere scuse, modifiche alla carta pedagogica e garanzie concrete per l'inclusività e la sicurezza degli educatori, mentre in città proseguono le difese e le critiche reciproche sul significato politico e pedagogico dell'episodio.

La vicenda solleva interrogativi sulla possibilità di mantenere spazi di scambio educativo internazionali senza che essi diventino terreno di controllo politico o di esclusione di gruppi religiosi e culturali, e sulla responsabilità delle istituzioni educative nel garantire rispetto e parità di trattamento per tutti i partecipanti.

Fonte: Agenzia Dire.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 20 ottobre 2026

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail

Segui Gazzetta Social