Roma: l'Antigallery inaugura 'Avere la terra e non rovinarla', collettiva sulla bellezza e fragilità della natura
Collettiva a cura di Barbara Martusciello: cinque fotografi esplorano paesaggi e Antropocene. Inaugurazione 20 ottobre, visita fino al 16 novembre.
Martedì 20 ottobre alle ore 18 apre a Roma l'Antigallery la collettiva 'I think having land and not ruining… Avere la terra e non rovinarla', dedicata alla bellezza dei paesaggi e alla fragilità dell'ambiente. La mostra, ospitata in via degli Zingari 3, fa parte del cartellone di FotograficaMonti nel suo 29esimo appuntamento e propone un percorso che mette al centro l'estetica come leva per una riflessione ecologica.
La mostra è curata da Barbara Martusciello e prende il titolo da una frase di Andy Warhol contenuta nella pubblicazione del 1975 'The Philosophy of Andy Warhol'. La citazione viene usata per sottolineare come lo spazio naturale non alterato possa essere considerato un'opera d'arte superiore e come la dimensione estetica possa rivelare la crescente vulnerabilità dei territori nell'era dell'Antropocene.
Artisti in mostra
In esposizione sono raccolte opere di Patrizia Dottori, Thalassini Douma, Fabio Gasparri, Mattia Morelli e Roberto Petitti. Secondo la curatrice, gli autori non mirano a una denuncia documentaristica, ma adottano un registro più poetico e di rilievo estetico che apre a implicazioni etiche ed ecologiche.
Patrizia Dottori presenta 'The Beginning', dove la trasformazione da positivo a negativo e l'attenzione alle forze della natura in Patagonia restituiscono una sensazione di finitudine rispetto all'idea di eternità. Thalassini Douma si concentra sui ghiacciai, restituendone porzioni con un linguaggio compositivo geometrico che evoca, senza mostrare direttamente, il fenomeno della fusione delle calotte.
Fabio Gasparri offre due panoramiche montane a contrasto: una più antropizzata e l'altra aspra, entrambe caratterizzate da cromatismi vividi che rimandano all'idea dell'oikos come casa. Mattia Morelli propone immagini soffuse e quasi pittoriche che giocano con la prospettiva e con l'equivoco tra reale e immaginario, lasciando allo spettatore la scelta interpretativa. Roberto Petitti, noto per le sue grandi vedute, enfatizza luminosità e contrasti fino a creare effetti prossimi al light box, facendo dell'armonia estetica la chiave per sollecitare riflessioni ambientali.
La curatrice sottolinea che la contemplazione di queste opere non attenua la gravità delle criticità degli ecosistemi o dei cambiamenti climatici: al contrario, la bellezza degli scatti rende il dibattito ancora più nitido e urgente, per lo scarto dialettico che si crea tra forma e contenuto.
Informazioni pratiche
La collettiva sarà visitabile fino al 16 novembre, tutti i giorni dalle ore 17 alle 2. L'Antigallery si trova in via degli Zingari 3, Roma. L'iniziativa rientra nella rassegna FotograficaMonti e mette in luce come il linguaggio fotografico contemporaneo possa essere uno strumento per raccontare la trasformazione dei paesaggi e stimolare una riflessione pubblica sui rischi ambientali.
Fact Check
Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.
Fonte:
Verificato il: 17 ottobre 2026