Sanità: al Cnpr forum scontro sui numeri, liste d’attesa e fuga dei medici
A Napoli esperti e politici divergono su dati e responsabilità: tra +1 mln di prestazioni e 6 mln di cittadini che rinunciano alle cure.
Il confronto pubblico al Cnpr forum di Napoli ha messo al centro la crisi del Servizio Sanitario Nazionale tra accuse di privatizzazione, liste d’attesa e la carenza di personale. I relatori hanno fornito cifre discordanti e puntato il dito sulle responsabilità politiche e gestionali, sollevando dubbi sulla capacità del Paese di garantire il diritto alla salute.
Numeri a confronto
In apertura Luciano Ciocchetti (FdI) ha contestato i dati della Fondazione Gimbe, definendoli «fantasiosi», e ha citato il report di Agenas secondo cui le prestazioni erogate dal Ssn sarebbero passate da 13 a 14 milioni nel primo semestre 2026, ovvero un aumento di oltre 1 milione rispetto allo stesso periodo del 2025. In netto contrasto, Ylenia Zambito (Pd) ha ribadito che quest’anno sono circa 6 milioni gli italiani che hanno rinunciato a visite o esami, cifra in crescita rispetto ai 4,5 milioni di due anni fa.
Cause segnalate e impatto sull’accesso alle cure
I partecipanti hanno indicato più cause del fenomeno: la migrazione dei professionisti all’estero, il ricorso al privato per chi può permetterselo, il burnout e le aggressioni subite in pronto soccorso. Luana Zanella (Avs) ha denunciato lo scivolamento verso una sanità a due livelli, con imprese e fondi internazionali che rafforzano l’offerta privata a scapito dell’universalità dei Lea.
Eleonora Linda Lecchi, in rappresentanza dei professionisti, ha richiamato l’attenzione sul dato delle dimissioni: le uscite dei medici ospedalieri sarebbero aumentate del 150% nel 2025, con ripercussioni dirette sulle liste d’attesa e sulla tenuta dei servizi in settori meno remunerativi.
Proposte, responsabilità e risposte politiche
Fabrizio Sala (Forza Italia) ha difeso il ruolo del Ssn sottolineando la presunta resilienza economica dell’Italia e ha indicato come priorità gli investimenti nella medicina territoriale e il potenziamento del capitale umano; ha inoltre citato interventi del governo e del ministro Zangrillo sugli aumenti stipendiali per infermieri e medici.
Sul fronte dell’opposizione, Zambito e Zanella hanno contestato la mancanza di riforme efficaci e la tendenza a acquistare prestazioni dal privato, definendo insufficiente l’azione governativa negli ultimi quattro anni. I relatori hanno invocato interventi decisi e coordinati per ridurre le disparità tra regioni, rafforzare il turnover e rendere sostenibile il sistema pubblico.
Paolo Longoni ha richiamato l’articolo 32 della Costituzione per ribadire il principio di universalità del diritto alla salute, evidenziando come le agende chiuse e le attese di mesi spingano i cittadini a rinunciare o a rivolgersi al privato.
Questioni aperte e fonti
Il dibattito ha lasciato sul tavolo diverse questioni aperte: la compatibilità tra dati ufficiali (Agenas, Istat) e rilevazioni delle fondazioni indipendenti, l’efficacia delle misure regionali e nazionali, e la sostenibilità del modello di servizio pubblico in presenza di crescente privatizzazione. I partecipanti hanno concordato sulla necessità di dati trasparenti e di misure strutturali per ripristinare l’accesso equo alle cure.
I numeri e le dichiarazioni citate sono stati presentati nel corso del forum promosso dalla Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili (Cnpr) e ripresi dall’Agenzia Dire; il confronto tra le parti rimane centrale per comprendere l’entità reale della crisi e le possibili soluzioni.
Fact Check
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Fonte:
Verificato il: 12 ottobre 2026