Sechi: «L'odio contro l'Occidente minaccia Israele e l'Europa»

Al convegno a Roma Mario Sechi collega gli attacchi del 7 ottobre e gli scontri in Francia, avvertendo che l'odio mette a rischio le democrazie occidentali.

A cura di Redazione Redazione
21 ottobre 2026 23:04
Notizia verificata · Fonte: dire.it · Vedi fonti
Sechi: «L'odio contro l'Occidente minaccia Israele e l'Europa» -
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ROMA — Mario Sechi, direttore dell'agenzia Dire, ha avvertito che l'odio contro l'Occidente rappresenta una minaccia sia per Israele che per l'Europa. L'intervento è avvenuto in un incontro organizzato presso la Casa di riposo ebraica di Roma, dedicato agli effetti del voto israeliano sulle relazioni con l'Italia e il continente.

Sechi ha collegato la violenza del 7 ottobre a episodi recenti di ordine pubblico in Europa, definendo quel giorno come una ferita simbolica. «Questo mondo è in pericolo, può crollare sotto il colpo del nemico, che è nemico della libertà e ha molte facce», ha detto, riferendosi in particolare all'islamismo radicale e alle immagini degli attacchi con vittime innocenti.

L'analisi politica è scesa sul piano delle conseguenze interne ai paesi europei: Sechi ha citato gli scontri e gli incendi all'Hotel de Ville di Limoges come segnale di una crisi più ampia. «Il dibattito oggi è sulla potenziale caduta della ‘République’», ha osservato, definendo il ricorso a misure come il coprifuoco in una capitale occidentale un indicatore di tensione da tempo di guerra.

Nel corso del dibattito, condotto con la giornalista Maria Teresa Meli e con Riccardo Pacifici, presidente della Comunità ebraica di Roma, Sechi ha lanciato un ammonimento ai colleghi e all'opinione pubblica europea: «Non vi basta, cari colleghi europei, cari amici pro-Pal, capire che siete diventati gli utili idioti degli assassini di Hamas?», frase con cui ha sottolineato la responsabilità del discorso pubblico nel contrastare ideologie violente.

Al centro della riflessione anche l'attacco ai monumenti e ai simboli civili: la torre del municipio di Limoges, sopravvissuta a guerre e occupazioni, è stata data alle fiamme. Per Sechi, questo fenomeno è l'espressione di un odio che si è propagato e il cui volto concreto è l'antisemitismo.

Il confronto si è poi esteso alle prossime elezioni in Israele. Sechi ha affermato che, indipendentemente dall'esito, «Se vince Bibi cambia la storia, se perde Bibi cambia comunque la storia». La tesi centrale è che Israele, qualsiasi sia il governo, si difenderà per principio della difesa degli ebrei: «Gli ebrei sono lo Stato di Israele, non il contrario», ha detto.

L'intervento si è innestato anche nella presentazione del libro di Sechi, "Occidente o niente. Elogio dell'atlantismo" (Piemme), dove l'autore sostiene che la caduta di Gerusalemme avrebbe ricadute simboliche sulle radici dell'Occidente — «come se cadessero Roma, Parigi, Londra, Atene o Washington». L'incontro a Roma ha posto al centro il tema della difesa delle democrazie e la necessità di interpretare gli eventi recenti come segnali di rischio per la stabilità europea.

Fact Check

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Verificato il: 21 ottobre 2026

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