Sicurezza: triplicata la preoccupazione degli italiani, dal 10% al 35% è ora la seconda priorità
Secondo il Corriere della Sera la paura per reati di strada, baby gang e degrado spinge la sicurezza in cima al dibattito pubblico.
L'attenzione degli italiani verso la sicurezza è più che triplicata dall'inizio dell'attuale legislatura: dal 10% registrato nell'ottobre 2022 al 35% odierno, collocando il tema al secondo posto nella classifica delle preoccupazioni nazionali, secondo un'analisi del Corriere della Sera basata sulle ultime rilevazioni demoscopiche.
Nel quadro emergono due letture: quella della vita quotidiana, dove il 54% degli intervistati dichiara di sentirsi sicuro nel proprio quartiere, e quella della percezione generale, con un consistente 46% che esprime timore sotto casa. La sensazione di vulnerabilità è più marcata tra le fasce socialmente fragili — in particolare anziani, casalinghe, lavoratori esecutivi e persone con basso titolo di studio — e si concentra nelle periferie dei grandi centri del Nord.
Dati chiave e ricadute politiche
Sull'origine dell'allarme pesano soprattutto i reati di strada: la criminalità comune è indicata dal 38% degli intervistati, seguita dalle preoccupazioni per le baby gang (28%) e per il degrado urbano (27%). Il tema dell'immigrazione raccoglie complessivamente il 27% delle citazioni, ma mostra una netta divergenza politica: è la principale preoccupazione per il 44% dell'elettorato di maggioranza mentre scende al 12% tra chi si colloca all'opposizione, dove invece emerge la violenza di genere come priorità.
L'analisi segnala anche timori per la violenza sulle donne (23%) e per la criminalità organizzata (19%). Sul piano politico, la percezione dell'efficacia delle misure varate è critica: il 64% degli italiani giudica le azioni del governo poco efficaci, e per il 36% risultano addirittura del tutto inutili.
Sulle strategie future l'opinione pubblica è divisa: il 43% sostiene politiche di repressione e punizione, mentre il 44% preferisce interventi orientati alla prevenzione e all'inclusione. In vista delle prossime scadenze elettorali quasi la metà del campione (48%) ritiene che la sicurezza sarà il tema chiave del dibattito; la centralità del tema è particolarmente avvertita nell'elettorato di centrodestra (65%) ma resta forte anche tra gli elettori progressisti (52%).
Nonostante la rilevanza crescente della questione, la fiducia nell'offerta politica appare debole: il 46% del campione dichiara di non individuare alcun partito in grado di formulare proposte convincenti sul tema della sicurezza. I dati, come sottolineato dalla fonte, derivano da rilevazioni demoscopiche citate dal Corriere della Sera e rilanciate dall'Agenzia Dire.
La tendenza segnalata — aumento della preoccupazione pubblica, fratture sulle priorità e scarsa soddisfazione verso le risposte istituzionali — potrebbe influenzare il dibattito elettorale e la formulazione di politiche locali e nazionali nelle settimane e nei mesi a venire. Restano da chiarire elementi metodologici e l'eventuale evoluzione di questi orientamenti con il progredire della campagna politica e degli interventi delle autorità.
Fact Check
Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.
Fonte:
Verificato il: 11 ottobre 2026