Stellantis, Filosa: «Rispettiamo il Piano Italia. Produzione +30%, 2 mld nel 2025; Ue deve tutelare il settore»
L’ad Filosa annuncia crescita produttiva e acquisti dai fornitori italiani; chiede a Bruxelles flessibilità sui target CO2 e regole per il 'Made in Europe'.
ROMA — Antonio Filosa, amministratore delegato di Stellantis, conferma che il Piano Italia è in corso e che il gruppo sta rispettando gli impegni presi: la produzione in Italia è aumentata di quasi il 30% nei primi nove mesi dell'anno e l'utilizzo della capacità produttiva è cresciuto significativamente.
Secondo l'ad, l'incremento produttivo si traduce direttamente in volumi maggiori per la filiera: più forniture ai partner italiani e europei, con oltre 7 miliardi di acquisti effettuati dai fornitori italiani nell'ultimo anno. Filosa ha inoltre ricordato che il Piano Italia include investimenti rilevanti, fra cui 2 miliardi di euro previsti per il solo 2025.
La posizione ufficiale di Stellantis è sintetizzata così dall'amministratore delegato: "Ce la stiamo mettendo tutta. Abbiamo un impegno molto forte con l'Italia". L'azienda punta ad accelerare ulteriormente la produzione e a migliorare la performance commerciale mano a mano che le nuove vetture entreranno in produzione.
Richieste a Bruxelles
Filosa ha rivolto un appello diretto alle istituzioni europee per tutelare la competitività dell'industria automobilistica europea. Sul fronte delle emissioni di CO2, Stellantis chiede che il mercato venga considerato distinto tra auto e veicoli commerciali (van) e che siano introdotte flessibilità importanti, soprattutto per i veicoli commerciali e in misura minore anche per le auto.
Oltre ai temi ambientali, l'ad ha posto al centro la questione del 'Made in Europe': la concorrenza estera è benvenuta, ma deve svolgersi in condizioni di parità. Filosa ha chiesto alla Commissione europea una forma di protezione per chi investe in design, ingegneria, fabbriche e fornitori europei, per garantire un assetto competitivo «giusto, equo».
Le richieste di Stellantis implicano scelte regolatorie e di politica industriale che potrebbero avere effetti su occupazione, catene di fornitura e strategie d'investimento nell'UE. Filosa sottolinea che aumentare la produzione in Europa — invece di delocalizzare la produzione all'esterno — richiede quadro normativo e condizioni di mercato che non penalizzino chi investe sul territorio.
I numeri forniti dall'ad fotografano un'azienda impegnata a consolidare la propria presenza industriale in Italia: crescita della produzione, maggior utilizzo della capacità produttiva, un incremento di volumi destinati ai fornitori e investimenti programmati per i prossimi anni. Restano, ha ammesso Filosa, problemi da risolvere, che l'azienda intende affrontare man mano che le nuove vetture saranno prodotte e la performance commerciale migliorerà.
La presa di posizione di Stellantis apre la partita sulle prossime decisioni europee in materia di regolazione delle emissioni, politiche industriali e strumenti per la tutela della competitività: un confronto che coinvolge istituzioni, imprese e filiere produttive, con possibili ripercussioni sull'economia locale e sul mercato dell'auto in Europa.
Fact Check
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Verificato il: 13 ottobre 2026