Todde risponde a Grillo: 'Pace e bene' e difende le scelte sulla legge degli staff e il Pnrr
Dopo l'attacco del fondatore M5S, la presidente della Sardegna sottolinea di aver ereditato progetti e un Pnrr fermo: 'Abbiamo agito con responsabilità'.
CAGLIARI — La presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, ha risposto con un richiamo alla pace francescana all'attacco del fondatore del M5S, Beppe Grillo, dichiarando «pace e bene» e puntualizzando che le critiche arrivano «ieri» al termine di una giornata «di riflessione». Cagliari è stata la cornice in cui Todde ha parlato con i cronisti dopo il vertice di maggioranza convocato in regione.
Todde ha ricostruito le ragioni della propria posizione rispetto all'accusa di Grillo sul cosiddetto 'poltronificio', sostenendo che l'attacco riguarda una legge sugli staff approvata dal precedente governo di centrodestra e che, secondo il fondatore del Movimento, sarebbe stata sfruttata dalla sua amministrazione invece che abolita. La presidente ha definito la questione «mischiata» e ha chiesto di entrare nel merito dei fatti.
Riferendosi al ruolo del fondatore nei confronti del movimento, Todde ha spiegato che parte delle critiche possono derivare dal fatto che il movimento M5S «sta crescendo senza il suo fondatore» e sta «trovando delle direzioni» che non lo coinvolgono, generando possibili reazioni negative da parte sua.
Nel dettaglio politico-amministrativo la presidente ha ricordato che la Regione ha ereditato 9.000 progetti e un Pnrr «fermo al 4%», ragioni che, a suo avviso, hanno imposto una scelta di responsabilità più che una risposta populistica. Todde ha annunciato che la maggioranza sta lavorando a una modifica della 'legge 10', quella sugli staff, e ha precisato che «non abbiamo mai nominato capi dipartimento, l'ufficio legislativo, l'ufficio studi e altre posizioni che erano presenti».
La governatrice ha insistito sul concetto di responsabilità amministrativa: secondo Todde, se ci fosse stata una spinta a occupare posti «avremmo nominato tutto quello che potevamo», cosa che invece non è avvenuta. Ora, ha detto, «fare un'ulteriore riflessione su quello che le persone devono o non devono fare» è un punto già posto in maggioranza.
Todde ha anche contestato alcuni passaggi dell'attacco di Grillo, sostenendo che si è parlato di persone che «non sono neanche più in Regione» e stigmatizzando l'uso di regole e indennità fissate in norme molto più datate: «cercare di utilizzare gli staff dei gabinetti che sono stati definiti nel 1986, e che sono stati utilizzati da tutti i presidenti che mi hanno preceduto, inclusi gli emolumenti che non sono stati fissati certo da me, è una cosa francamente vergognosa che non voglio neanche commentare».
Tutte le dichiarazioni sono state rese pubbliche al termine del vertice di maggioranza e riprese dall'Agenzia Dire. La discussione sulla legge sugli staff e sulle modifiche proposte resta un punto aperto nel confronto interno al Movimento e tra maggioranza e opposizioni.
Fact Check
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Verificato il: 05 ottobre 2026