Trump chiede all'Europa di mettere sul mercato le riserve di diesel mentre valuta un divieto alle esportazioni
La Casa Bianca spinge per l'apertura degli stock europei di diesel; un possibile stop alle esportazioni Usa potrebbe abbassare i prezzi interni ma aggravare la crisi globale.
Donald Trump ha annunciato che potrebbe chiedere ai Paesi europei di mettere a disposizione parte delle loro riserve di diesel, mentre valuta l'opzione di un divieto alle esportazioni statunitensi di carburante. La dichiarazione arriva in un momento in cui i prezzi del diesel hanno toccato livelli record nei distributori britannici, mettendo sotto pressione i mercati a poche settimane dalle elezioni di midterm negli Stati Uniti.
Scott Bessent, segretario al Tesoro, ha esortato esplicitamente l'Europa a prepararsi a immettere subito sul mercato le proprie scorte di diesel. Secondo Bessent, la misura sarebbe necessaria per evitare che agricoltori, camionisti e imprese americane si facciano carico dell'intero onere dell'aumento dei prezzi.
Un eventuale divieto alle esportazioni statunitensi avrebbe come effetto immediato quello di inondare il mercato nazionale di diesel e, di conseguenza, potenzialmente abbassare i prezzi per gli automobilisti americani. La Casa Bianca valuta la misura anche in funzione della pressione politica interna legata al costo del carburante.
Gli esperti avvertono però che una stretta sulle esportazioni Usa eserciterebbe ulteriore pressione sui prezzi del diesel negli altri Paesi, a meno che questi non riescano rapidamente a reperire nuove forniture. Gli Stati Uniti sono un fornitore chiave a livello mondiale: le esportazioni americane di diesel oscillano tra 1,2 e 1,5 milioni di barili al giorno.
Contesto e prospettive geopolitiche
Il quadro internazionale è complicato dal conflitto con l'Iran e dalle tensioni più ampie in Medio Oriente, fattori che stanno aumentando l'incertezza sulle forniture di prodotti raffinati. L'interruzione o la riduzione delle esportazioni Usa potrebbe amplificare la competizione per risorse già limitate, con impatti distribuiti in modo non uniforme tra Paesi esportatori e importatori.
La tempistica della proposta ha anche una forte componente politica: con le elezioni di midterm in avvicinamento, la pressione per misure che possano ridurre i prezzi al dettaglio del carburante è elevata e potrebbe indirizzare le scelte di politica energetica e commerciale della Casa Bianca.
Reazioni dei mercati e implicazioni per l'Europa
Per l'Europa, l'apertura delle riserve strategiche potrebbe fornire un sollievo temporaneo ai prezzi ma comporta il rischio di svuotare scorte destinate a usi di emergenza. Inoltre, la capacità legale e logistica di rilasciare volumi significativi varia tra Paesi, rendendo necessaria una coordinazione internazionale per evitare effetti collaterali indesiderati.
Sul piano dei mercati, gli analisti prevedono un possibile sollievo nel breve termine per i consumatori statunitensi ma una maggiore volatilità a livello globale: la ridistribuzione delle forniture e la ricerca di fonti alternative potrebbero accentuare le oscillazioni dei prezzi fino a quando non si ristabilirà un equilibrio di offerta.
La notizia è stata rilanciata dall'Agenzia Dire e pone al centro del dibattito la tensione tra misure di politica energetica a breve termine per contenere i prezzi interni e la responsabilità dei grandi esportatori nel mantenere la stabilità delle forniture globali.
Fact Check
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Verificato il: 02 ottobre 2026