Valditara: “Le violenze nascono dalla mancanza di valori, non dalla povertà”
Il ministro dell'Istruzione indica in 'degrado morale e culturale' la causa dei disordini giovanili a Milano e propone scuola, famiglia e tolleranza zero.
Il ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, attribuisce le recenti devastazioni compiute da giovanissimi a Milano a un "degrado morale e culturale" e non a difficoltà economiche. In un'intervista al Corriere della Sera, ripresa dall'Agenzia Dire, il ministro sostiene che all'origine delle violenze vi sia una "allarmante mancanza di valori" e punta il dito contro l'assenza delle famiglie e i cattivi esempi.
Valditara afferma che "chi in famiglia ha acquisito valori solidi non mena, non ruba" e sottolinea come la responsabilità educativa, a suo avviso, ricada in primo luogo sui genitori: "I genitori devono essere le prime sentinelle" nell'uso dei social e nella crescita dei figli. Il ministro aggiunge che se "i genitori sono assenti, non si interessano del figlio o magari non conoscono la nostra lingua e cultura, i risultati negativi si vedono".
Il ministro richiama la "teoria delle finestre rotte" e l'esperienza della 'tolleranza zero' a New York, sostenendo la necessità di una "cittadinanza attiva" capace di contrastare comportamenti scorretti. Per Valditara la scuola deve svolgere un ruolo formativo: educare "al rispetto, alle relazioni corrette, all'empatia, al contrasto di ogni forma di violenza".
Nell'intervista il ministro attacca inoltre chi, a suo giudizio, delegittima l'autorità e minimizza le responsabilità individuali. "I cattivi maestri sono soprattutto quelli che ancora oggi continuano a delegittimare l'autorità, a sminuire il principio di responsabilità individuale, a parlare solo di diritti e mai di doveri", afferma Valditara, evocando un ritorno a principi di responsabilità personale.
Reazioni e contesto
L'intervento del ministro rilancia un dibattito che oppone cause culturali e responsabilità individuale a spiegazioni di natura socio-economica. Nell'intervista non vengono presentati dati statistici a sostegno delle affermazioni: la correlazione tra valori familiari e comportamenti devianti è proposta come interpretazione politica e culturale più che come risultato empirico esposto nell'articolo.
Critici e osservatori hanno più volte indicato fattori quali marginalizzazione, povertà, esclusione sociale e dinamiche territoriali come elementi rilevanti nell'analisi dei fenomeni di devianza giovanile. Il richiamo alla 'tolleranza zero' e alla 'teoria delle finestre rotte' riapre inoltre la discussione sulle conseguenze pratiche di politiche di ordine pubblico e sulla loro efficacia nel prevenire fenomeni di criminalità e disordine.
Il quadro delineato dall'intervista mescola proposte educative — famiglia e scuola — con indicazioni di politica dell'ordine pubblico. Resta aperta la domanda su quali strumenti concreti e misurabili il ministero intenda promuovere per tradurre le indicazioni in politiche pubbliche e su come valutare i loro effetti nel medio-lungo periodo.
L'intervista è stata rilasciata al Corriere della Sera e riportata dall'Agenzia Dire; al momento non sono citate controdeduzioni dirette o dati ufficiali a supporto delle affermazioni del ministro.
Fact Check
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Verificato il: 24 ottobre 2026