Accordo Electrolux: salvati gli stabilimenti, via 902 posti ma solo su base volontaria

Intesa al MIMIT dopo 30 ore di trattativa: 100 milioni di investimenti, uscite incentivante e impegni per Forlì, Porcia e Cerreto d’Esi.

A cura di Redazione Redazione
04 novembre 2026 10:33
Notizia verificata · Fonte: dire.it · Vedi fonti
Accordo Electrolux: salvati gli stabilimenti, via 902 posti ma solo su base volontaria -
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Nella notte è stato siglato un accordo tra Electrolux, governo e sindacati che, secondo il ministero, salva tutti gli stabilimenti italiani del gruppo e prevede oltre 100 milioni di euro di investimenti a garanzia di prospettive produttive a lungo termine. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha parlato di un'intesa che «tutela i lavoratori e salvaguarda tutti gli stabilimenti» mentre le uscite previste vengono gestite esclusivamente su base volontaria e incentivata e riguarderebbero circa 902 lavoratori.

L'intesa è arrivata dopo circa 30 ore di confronto a oltranza nella sede del MIMIT, con la partecipazione della multinazionale svedese, delle organizzazioni sindacali nazionali, regionali e territoriali, delle Regioni e degli enti locali interessati. Erano presenti, oltre al ministro Urso, il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani e la sottosegretaria con delega alle crisi d'impresa Fausta Bergamotto; ai tavoli hanno partecipato anche rappresentanti regionali e sindacali che hanno seguito la vertenza per mesi.

Dettagli dell'accordo

  • Inizialmente Electrolux aveva annunciato la volontà di licenziare 1.719 lavoratori; l'accordo riduce significativamente l'impatto occupazionale: il ministero parla di 902 uscite volontarie e incentivate, mentre alcune dichiarazioni politiche citano la cifra di 918 — una discrepanza che sarà chiarita nelle prossime comunicazioni ufficiali.
  • Sul piano degli investimenti l'impegno complessivo dichiarato è di 100 milioni di euro per potenziare linee produttive, con attenzione alle aree a maggior valore aggiunto.
  • Per lo stabilimento di Forlì sono previste fino a 194 uscite potenziali; alla sede di via Bologna sono destinati 15 milioni di euro in tre anni, a condizione che gli investimenti si traducano in livelli produttivi concreti.
  • Per lo stabilimento di Porcia è stata prevista l'assegnazione della produzione di 140.000 lavasciuga, oltre alla produzione di lavatrici, come elemento chiave per la tenuta occupazionale.
  • Su Cerreto d'Esi è stato preso l'impegno a garantire continuità produttiva e a definire un percorso di reindustrializzazione per tutelare i 149 lavoratori presenti nello stabilimento.
  • Il governo si è impegnato anche sul fronte delle politiche attive: è prevista la rifinanziamento dei contratti di espansione per accompagnare le uscite volontarie e favorire nuove assunzioni e ricambio generazionale.

Reazioni istituzionali e sindacali

Il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, e l'assessore al Lavoro Giovanni Paglia hanno definito il risultato non una vittoria assoluta ma il frutto della resistenza dei lavoratori e del coinvolgimento delle istituzioni. Hanno chiesto che gli investimenti annunciati arrivino e si traducano in posti di lavoro concreti, impegnandosi a seguire il caso di Forlì per favorire ricollocazioni.

Esponenti del Partito Democratico, tra cui l'ex ministro del Lavoro Andrea Orlando e il vicepresidente della commissione Attività produttive Vinicio Peluffo, hanno giudicato l'accordo «importante», sottolineando il merito della trattativa sindacale e ribadendo la necessità di vigilare sull'attuazione degli impegni. Il PD ha richiamato anche la necessità di una politica industriale nazionale ed europea per sostenere investimenti e contrastare la concorrenza sleale.

I sindacati, pur disponibili a valutare l'intesa, mantengono alto il livello di attenzione sul rispetto degli impegni aziendali e sui tempi di erogazione degli incentivi e delle risorse promesse.

L'accordo rappresenta quindi una svolta rispetto alla prima ipotesi di chiusure e licenziamenti, ma lascia aperti passaggi operativi e controlli che dovranno essere monitorati nelle prossime settimane a livello nazionale ed europeo. Il prossimo passo ufficiale sarà la formalizzazione degli impegni e la definizione di un cronoprogramma per gli investimenti, le uscite volontarie e le misure di accompagnamento e ricollocazione.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 04 novembre 2026

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