Cisgiordania: fermati 14 attivisti italiani, tra loro una consigliera di La Spezia
Arresti nei pressi di Kafr Ni’ma durante la raccolta delle olive; la Farnesina chiede chiarimenti e procede per assistenza consolare.
Quattordici attivisti italiani, tra cui la consigliera comunale di La Spezia Giorgia Lombardi, sono stati fermati dalle autorità israeliane nei pressi del villaggio di Kafr Ni’ma, a circa 23 chilometri da Ramallah, mentre partecipavano alla raccolta delle olive insieme a contadini palestinesi. A riferirlo sono fonti diplomatiche e comunicati ufficiali: il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha dichiarato che "non hanno fatto nulla" e che l'ambasciata e il consolato stanno seguendo il caso per un rapido rimpatrio.
La Farnesina, in una nota, indica che il fermo avrebbe coinvolto diversi volontari internazionali e che sono in corso verifiche sul numero preciso e sull'identità degli italiani: si parla di almeno 4 attivisti e 2 giornalisti italiani, ma il conteggio definitivo è ancora in aggiornamento. I connazionali si trovano attualmente presso la stazione di polizia di Modi'in Illit; è previsto il trasferimento al centro dell'aeroporto Ben Gurion destinato a cittadini stranieri in attesa di rimpatrio, con avvio delle procedure di espulsione e voli per il rientro appena disponibili.
Il Comune di La Spezia ha espresso "grande attenzione e preoccupazione" per la vicenda, precisando di essersi attivato con il ministero degli Esteri per ottenere informazioni aggiornate e verificare le condizioni di sicurezza e l'incolumità di Lombardi. L'amministrazione sottolinea che la priorità è accertare i fatti e garantire tutte le necessarie tutele, mantenendo i contatti con la rete diplomatica italiana.
Reazioni politiche a livello locale e nazionale si sono susseguite: il segretario regionale del Pd, Davide Natale, insieme al segretario provinciale di Spezia, ha espresso "piena solidarietà" ai volontari e definito l'episodio un atto grave e immotivato. Anche Rifondazione Comunista ha manifestato solidarietà a Lombardi, parlando di un gesto di internazionalismo e di sostegno alla popolazione palestinese impegnata nella raccolta delle olive.
Secondo il comunicato della Farnesina, l'ambasciata d'Italia a Tel Aviv e il consolato generale d'Italia a Gerusalemme hanno chiesto alle autorità israeliane l'immediato rilascio dei connazionali, chiarimenti sulle circostanze del fermo e l'accesso consolare per garantire assistenza. Le autorità italiane segnalano che le verifiche sull'identità e sul numero degli italiani coinvolti proseguono e che l'Unità di Crisi è al lavoro per monitorare l'evoluzione della situazione.
L'episodio si inscrive nel contesto più ampio delle tensioni in Cisgiordania durante la stagione della raccolta delle olive, momento in cui si registrano spesso frizioni tra coloni, forze di sicurezza e domiciliati. Il fermo di attivisti internazionali solleva questioni diplomatiche e pratiche sul diritto di presenza di osservatori esterni, sulle procedure di fermo ed espulsione e sull'accesso consolare in territori sotto controllo militare. Al momento permangono incertezza sui dettagli operativi del fermo e sui tempi per il possibile ritorno in Italia dei cittadini coinvolti.
Fact Check
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Verificato il: 06 novembre 2026