Forum Italia‑Cina a Roma: Zes Unica al centro tra investimenti, aerospazio e cooperazione con UNIDO Itpo Beijing
A Roma il Forum internazionale promosso da Bianco Consulting punta a presentare la Zes Unica agli investitori cinesi e ad avviare partnership industriali e accademiche.
Si è chiuso all'Antica Biblioteca della Link Campus University il Forum Internazionale Italia‑Cina 2026, organizzato da Bianco Consulting sotto la guida della ceo Angelica Bianco. L'incontro aveva l'obiettivo principale di presentare agli investitori cinesi le opportunità offerte dalla Zes Unica italiana e favorire nuove prospettive di cooperazione economica, scientifica e industriale.
La due giorni, avviata con una sessione istituzionale il 5 novembre al Senato della Repubblica su iniziativa del senatore Antonio Salvatore Trevisi, ha riunito rappresentanti diplomatici, istituzioni, università, imprese e organizzazioni internazionali per un confronto su investimenti e nuove filiere produttive. Il format ha voluto mettere in rilievo il ruolo dell'università come ponte tra formazione, ricerca e sviluppo economico.
All'apertura della seconda giornata Giovanni Mearelli, amministratore delegato della Link Campus University, ha sottolineato il valore strategico della cooperazione internazionale e il ruolo dell'ateneo nel connettere formazione, ricerca e imprese. Tra i partecipanti hanno preso la parola figure istituzionali e leader imprenditoriali interessati a trasformare le opportunità presentate in progetti concreti.
Il vice capo missione dell'Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese in Italia, Li Xiaoyong, ha evidenziato le potenzialità di cooperazione economica e accademica tra i due Paesi, comparando la Zes Unica italiana con il Porto Franco di Hainan come modelli per attrarre investimenti e semplificare procedure amministrative. Li ha inoltre richiamato l'importanza di investire in istruzione e mobilità giovanile per consolidare il rapporto bilaterale.
UNIDO ITPO Beijing: investimenti, innovazione e Agenda 2030
Il contributo di Mengzhen Shi, rappresentante di UNIDO ITPO Beijing, ha posto l'accento sulla necessità di promuovere investimenti sostenibili e trasferimento tecnologico, in linea con gli Obiettivi dell'Agenda ONU 2030. Il dialogo ha esplorato collegamenti tra piattaforme industriali cinesi e i territori della Zes Unica nei settori delle energie rinnovabili, dell'industria digitale, dell'automotive, delle biotecnologie e dell'agricoltura sostenibile.
A integrazione del confronto, Zhu Fangfang (Beijing Shang Innovation Co., Ltd.) e Gao Shuai (ASECI) hanno richiamato l'importanza della collaborazione tra imprese, istituzioni e mondo accademico come leva per trasformare idee in progetti industriali concreti e attrarre capitali esteri.
Di particolare rilievo l'intervento di Raimondo Carlo Maria Grassi, presidente di Tea Aerospace e della Commissione Energia Sostenibile, AI e Aerospace dell'Intergruppo Parlamentare. Grassi ha indicato l'aerospazio come motore di sviluppo per la Zes Unica, evidenziando opportunità in tecnologie satellitari, sistemi aeronautici avanzati, intelligenza artificiale ed energia sostenibile per creare occupazione qualificata.
Sul fronte finanziario, Ubaldo Livolsi (Livolsi & Partners) ha ribadito che la Zes Unica può riposizionare l'Italia nelle strategie degli investitori globali, ma che oltre agli incentivi fiscali servono infrastrutture, certezza normativa e progetti industriali credibili per trasformare i capitali in sviluppo duraturo, con particolare attenzione al ruolo strategico del Mezzogiorno.
Michele Pigliucci, docente e membro della Struttura di missione Zes, ha richiamato l'importanza della semplificazione amministrativa e del sistema universitario per attrarre e valorizzare il capitale umano necessario al successo delle Zes.
Per la componente finanziaria e di advisory, Marco Vingione di Banca Generali ha sottolineato la necessità di mettere in connessione capitali, imprese e competenze per sostenere la crescita delle imprese italiane e favorire l'ingresso di investitori esteri nel tessuto produttivo nazionale.
L'avvocato Alessandro De Luca ha posto l'accento sulla necessità di nuovi modelli di business e partnership strutturate tra imprese italiane e cinesi, con condivisione di rischi e ricavi per valorizzare i prodotti italiani sia in Europa che in Cina.
Il Forum ha dato spazio anche a testimonianze dirette di imprenditori cinesi, tra cui Chen Yi Zheng (Xinyue), che hanno raccontato esperienze maturate in Italia e illustrato le opportunità concrete per investimenti e collaborazioni nelle filiere manifatturiere, logistiche e tecnologiche.
L'evento ha infine evidenziato come il dialogo tra sistema portuale italiano e il Porto Franco di Hainan possa rappresentare un terreno operativo per collaborazioni logistiche e commerciali, aprendo percorsi di interesse sia per operatori pubblici sia privati. Le proposte emerse pongono le basi per iniziative future volte a tradurre confronto politico e scientifico in programmi di investimento e cooperazione industriale.
Fact Check
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Verificato il: 06 novembre 2026