Reggio Emilia: il segretario provinciale della Lega Roberto Salati a un passo dal processo per maltrattamenti
La Procura ha chiesto il rito immediato per accuse di maltrattamenti aggravati, tracciamento con Gps e comportamenti persecutori in presenza delle figlie.
Il sostituto procuratore Giulia Signaroldi ha chiesto il giudizio immediato per Roberto Salati, 60 anni, segretario provinciale della Lega a Reggio Emilia e figura nota in città per la sua candidatura a sindaco nel 2019. L'accusa è di maltrattamenti contro l'ex compagna, aggravati dall'aver agito in presenza delle figlie minorenni e dalla modalità descritta come atto di controllo e limitazione delle libertà della vittima.
Dettagli dell'accusa
Secondo il quadro indiziario delineato dalla Procura, i presunti comportamenti illeciti sarebbero iniziati a partire da gennaio 2026 e si sarebbero protratti per mesi nell'abitazione e nell'abitato di Quattro Castella. Nel capo d'imputazione si parla di una serie di condotte: monitoraggio continuo dei movimenti della donna tramite dispositivi Gps e AirTag nascosti nelle auto, telefonate anonime e una mole di messaggi offensivi.
Sempre nell'impianto accusatorio vengono descritti episodi pubblici di umiliazione, fra cui una scenata violenta durante una gara sportiva delle bambine, con insulti urlati davanti a spettatori, e atti di danneggiamento, come un finestrino rotto e uno pneumatico sgonfio sull'auto dell'ex compagna. Per la Procura questi fatti avrebbero generato nella vittima uno "stato di ansia costante e un grave timore per la propria incolumità".
Misure cautelari e valore probatorio
Il 4 agosto scorso la magistratura ha disposto nei confronti di Salati l'allontanamento dalla casa familiare e il divieto di avvicinamento alla persona offesa, con l'applicazione di un braccialetto elettronico. Per il pubblico ministero la quantità e la natura delle prove raccolte motivano la richiesta del rito immediato, evitando l'udienza preliminare, per portare rapidamente la vicenda in dibattimento.
Fra gli elementi citati dagli inquirenti assume rilievo il presunto uso coordinato di localizzatori elettronici che, secondo l'accusa, erano sincronizzati sullo smartphone dell'indagato per ricevere aggiornamenti minuto per minuto.
Difesa e iter processuale
Difeso dall'avvocato Enrico Della Capanna, Salati respinge — perlomeno nella ricostruzione pubblica dell'avvocato — l'equazione tra litigi e reato: "possono darsi parole grosse, ma sono cosa diversa dal maltrattamento, dove c'è una parte che subisce", ha dichiarato il legale. Della Capanna ha inoltre contestato alcuni elementi materiali dell'accusa, sostenendo che il vetro rotto sarebbe stato quello della vettura dell'imputato e che la presenza della cosiddetta "cimice" era a conoscenza della presunta vittima.
L'avvocato ha comunque riconosciuto l'attivazione del codice rosso, che impone rapidi adempimenti da parte del pubblico ministero quando si ipotizzano reati di maltrattamenti in famiglia. "Non penso che Salati piegherà la testa facilmente", ha aggiunto, annunciando che in sede di processo saranno chiesti approfondimenti e chiarimenti su diversi punti dell'indagine.
La richiesta di giudizio immediato è stata firmata il 6 ottobre; se il Gip accoglierà la richiesta si andrà direttamente al dibattimento senza udienza preliminare. L'inchiesta è attualmente seguita dalla Procura di Reggio Emilia e la vicenda resta in evoluzione.
Fonte: Agenzia Dire
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Verificato il: 02 novembre 2026