Regioni: Fondo sanitario 2027 insufficiente, rischio copertura dei LEA avverte la Conferenza
Governatori chiedono a Governo e Parlamento di aumentare le risorse: 3,5 mld in più non bastano, servizi e bilanci regionali sotto pressione.
La Conferenza delle Regioni lancia un allarme: il maggiore stanziamento per la sanità previsto nella legge di Bilancio 2027 non è sufficiente a garantire le prestazioni ai cittadini. I presidenti regionali, riuniti in seduta straordinaria, fanno notare che i 3,5 miliardi di incremento non compensano una spesa sanitaria che cresce più velocemente del finanziamento.
Posizione unitaria della Conferenza delle Regioni
I governatori chiedono a Governo e Parlamento di indirizzare "ogni risorsa finanziaria disponibile" verso l'incremento del Fondo sanitario nazionale. La Conferenza evidenzia che, pur riconoscendo l'aumento complessivo del Fondo a 146,3 miliardi per il 2027, la spesa reale è compressa dall'inflazione, dai maggiori costi per i rinnovi contrattuali e dall'impennata dei costi energetici. Il presidente Massimiliano Fedriga avverte che con la manovra attuale si corre il rischio di non riuscire a garantire la copertura dei LEA.
Le Regioni sostengono di essere gia in difficoltà nel 2026, sopperendo con risorse proprie a servizi essenziali; per questo chiedono un correttivo durante l'iter parlamentare della manovra e che eventuali risorse aggiuntive vengano convogliate prioritariamente sul capitolo sanitario. La dichiarazione sottolinea inoltre che la tutela della salute è un diritto inviolabile e che il servizio sanitario pubblico merita sostegno incondizionato.
Caso Lombardia: aumento quasi dimezzato e ipotesi Consulta
La Lombardia segnala una frenata nell'aumento dei fondi: secondo l'assessore al Welfare Guido Bertolaso l'incremento atteso per la regione scenderebbe da oltre un miliardo a quasi mezzo miliardo. Le tabelle sono al momento approssimative, ma la Regione annuncia che si sta riorganizzando per fronteggiare una minore disponibilità di risorse.
Bertolaso avverte inoltre che, se venissero sottratte risorse già assegnate per l'anno in corso, la Regione valuterà il ricorso alla Consulta. L'assessore distingue tra la disputa sul riparto prospettico del prossimo anno e la tutela dei finanziamenti già assegnati: togliere una quota significativa a due mesi dalla chiusura dell'esercizio sarebbe per la Lombardia «assolutamente inaccettabile».
Impatto atteso e prossime mosse
Il quadro delineato dalle Regioni mette in evidenza un possibile rischio di riduzione o peggioramento delle prestazioni garantite dal Servizio Sanitario Nazionale se non arriveranno correttivi. I governatori annunciano che rappresenteranno la situazione al presidente del Consiglio Giorgia Meloni e al Governo, chiedendo modifiche nel corso della discussione in Parlamento. Nel frattempo le Regioni continuano a monitorare l'impatto sui bilanci regionali e sulle attività in programma, sollecitando che ogni ulteriore risorsa venga destinata prioritariamente alla sanità.
Fact Check
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Verificato il: 05 novembre 2026