Vannacci sfida Meloni a Milano: difende le cene per la Marcia su Roma e chiede mano dura sui devastatori
In piazza Oberdan l'europarlamentare di Futuro Nazionale attacca Meloni, difende la Marcia su Roma e promette pene esemplari per i vandali.
Milano. In una tappa milanese in piazza Oberdan per sostenere il candidato sindaco Carmelo Burgio, l'europarlamentare Roberto Vannacci ha lanciato un attacco netto al centrodestra e al governo, difendendo al contempo iniziative per ricordare la Marcia su Roma e chiedendo misure più severe contro gli autori delle recenti devastazioni cittadine. Vannacci ha accusato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni di precludere un'alleanza con il suo movimento, favorendo «di fatto la sinistra», e ha criticato le modifiche alla legge elettorale adottate dall'esecutivo.
Scontro politico con Meloni e la legge elettorale
Vannacci ha sostenuto che Meloni «dice che Vannacci vota con la sinistra» ma contemporaneamente «preclude aprioristicamente un'alleanza con noi», definendo tale atteggiamento controproducente e in favore dell'area avversa. Ha definito poi incoerente il fatto che un governo di centrodestra abbia modificato la legge elettorale «quasi per far vincere la sinistra», mettendo in discussione la coerenza politica dell'esecutivo.
Sicurezza: proposte, critiche e linea dura
Sul fronte ordine pubblico, Vannacci ha rivendicato una serie di emendamenti presentati a febbraio — dall'impiego delle Forze armate con funzioni di polizia giudiziaria alle modifiche agli articoli 52 e 53 del codice penale sulla legittima difesa — che, secondo lui, il governo ha ignorato, limitandosi a un «pacchetto sicurezza mini e smunto». Ha annunciato misure repressive per i responsabili delle devastazioni: «Li andremo a cercare casa per casa» e «dovranno pagare sino all'ultimo centesimo», prevedendo decurtazioni salariali e lavori socialmente utili per i condannati.
Vannacci ha comunque espresso un riconoscimento parziale alle misure governative, sostenendo che «in qualche modo» hanno prodotto risultati, ma ribadendo la necessità di provvedimenti più incisivi e di tutela per commercianti e cittadini colpiti dai disordini.
Politica estera e spesa per la difesa: priorità nazionali
Il leader di Futuro Nazionale ha legato il tema della sicurezza interna alla politica estera: ha criticato l'invio di miliardi all'Ucraina e il fenomeno del riarmo, sostenendo che le risorse dovrebbero essere allocate alla lotta alla microcriminalità e al contrasto delle baby gang. «Qualsiasi sistema di difesa deve essere commisurato a una minaccia reale», ha dichiarato, argomentando che le paure concrete dei milanesi riguardano le violenze urbane più che una minaccia militare immediata dalla Russia.
Ricorrenze storiche: la Marcia su Roma e il dibattito pubblico
Interrogato sulle cene organizzate per ricordare la Marcia su Roma, Vannacci ha definito tali eventi «ricorrenze storiche» e si è detto disponibile a partecipare a conferenze o cene che ripercorrano momenti della storia. Ha confrontato la pratica con altre commemorazioni come l'Unità d'Italia o la Rivoluzione francese. Da cronista è però rilevante ricordare che la Marcia su Roma del 28 ottobre 1922 è l'evento che portò al potere il movimento fascista in Italia; la sua celebrazione è quindi soggetta a forti implicazioni politiche e simboliche nel dibattito pubblico contemporaneo.
Sulla festa del 25 aprile Vannacci ha affermato di avervi partecipato in passato «con grande fierezza», ma pone condizioni per una sua partecipazione futura, chiedendo che la ricorrenza non sia uno strumento di divisione politica.
Sondaggi, tessere e stato del partito
Vannacci ha attaccato la demoscopia, definendo i sondaggi «fatti da agenzie ammaestrate» e affermando di prendere come metro la percezione diretta «per la strada» e gli incontri pubblici. Il leader ha inoltre dichiarato una crescita del movimento «mille iscritti in più a settimana» e ha citato un dato aggregato di 161.500 iscritti registrati il venerdì precedente, presentandolo come indice di un consenso in aumento.
Ha infine difeso l'azione dei rappresentanti locali durante le recenti manifestazioni a Milano, sostenendo che «un'unità che funziona si vede quando il comandante non c'è» e respingendo l'idea di un suo presenzialismo sul territorio.
Reazioni nel centrodestra e quadro politico
Nel corso dell'evento Vannacci ha replicato anche alle reazioni del centrodestra locale: il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, aveva liquidato l'incontro con una battuta («Mi ha detto Carneade?»), mentre il rapporto con la leadership nazionale del centrodestra rimane teso. Le dichiarazioni di Vannacci inseriscono Futuro Nazionale in un ruolo di critica frontale all'interno dell'area di centrodestra, con possibili riflessi nel confronto elettorale locale e nazionale.
Fact Check
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Verificato il: 02 novembre 2026